Il turbinio di reazioni suscitate dal comportamento adottato dall’Idm conseguentemente all’ultimo consiglio comunale, ha investito tutto ciò che – a Paola – è entrato in contatto con Orlandino Greco. Quindi, primo fra tutti, quello che per un periodo di tempo indefinito, è stato più volte presentato come il suo referente in ambito locale. Spesso preceduto dalla nomea di “portatore di voti”, l’ex assessore Josè Grupillo ha cercato di smarcarsi da questa etichetta, mostrando un acume politico di gran lunga superiore a coloro che, in questo momento, detengono questa patente sia a destra che a sinistra.

«Siccome in qualche articolo pubblicato nei giorni scorsi – ha dichiarato Grupillo – il gruppo che mi onoro di rappresentare da anni, insieme al mio nome, sono stati proposti come affini all’esperienza dell’Italia del Meridione e ad Orlandino Greco, vorrei chiarire alcuni passaggi. Far parte di un partito, o movimento, significa averne la tessera, pertanto, per esserne scacciati o allontanati, vuol dire che se ne faceva parte formalmente attraverso questa patente. Onestamente non capisco perché si tiri in ballo la mia persona, io che tessere di questo partito non ne ho mai avuta una. Probabilmente, chi fa questo tipo di accostamento compie un’operazione volta al raggiungimento di una visibilità che ritiene possibile solo attraverso questa modalità. Forse occorre precisare che il rapporto che lega me ed il mio gruppo al consigliere, nonché capogruppo in consiglio regionale per la lista Oliverio Presidente, consta di una genuina amicizia certificata dal consenso ricevuto in diverse occasioni. Per quanto ci si ostini a menzionarmi nell’assetto politico eventualmente alternativo a questa amministrazione, ricordo che nessuno mai ha assistito ad una mia conferenza stampa di presentazione sotto certi vessilli, così come nessuno può dire d’aver mai sentito parlare di un mio allontanamento coatto. Per questo non comprendo come mai si parli del consigliere in questione come di un mio rimpiazzo. A lui, come al movimento che rappresentava o rappresenta ancora, l’unica cosa che mi sento di dire è che probabilmente ha sbagliato i tempi. Solo una persona stolta non fa mai marcia indietro sui suoi passi, mentre la persona intelligente capisce quando sbaglia e corre ai ripari. Penso che il consigliere abbia fatto bene a votare il consuntivo, perché doveroso politicamente, ma avrebbe dovuto farlo non come uomo Idm. Fossi stato al suo posto sarei passato nelle fila di questo movimento in un momento immediatamente successivo. Fossi stato invece al posto di dei vertici apicali del partito, dopo l’insuccesso maturato all’atto della mancata lettura del documento, mi sarei fermato a riflettere paventando a me stesso la possibilità di abbandonare il progetto. Perché questo fallimento dimostra che il cosiddetto fumo non lo abbiamo venduto noi come gruppo, bensì qualcun altro. Infine – ha concluso Josè Grupillo – ho sentito il dovere morale e politico di recarmi in comune per esprimere la mia vicinanza e solidarietà, politica e personale, a quei padri di famiglia che da tempo aspettano di vedrsi riconosciuto un qualcosa, per usare termini cari all’attuale sindaco, che era già loro. Senza sbandierare campanilismi, almeno in questa delicata situazione, penserei a loro disagio come a quello di tutti i paolani che, come concittadini, non dovrebbero essere surclassati da nessun altro».

[Paola] Stuzzicato dalle beghe Idm, Josè Grupillo si “smarca” ultima modifica: 2015-07-31T19:33:30+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.