Per comprendere quanto sta accadendo presso il cimitero cittadino, dove le salme dei recenti defunti paolani – anziché essere immediatamente tumulate nei loculi – starebbero indugiando nell’insolita “sala d’attesa” di una camera mortuaria, è stato opportuno effettuare una ricognizione sull’albo pretorio.

Sulla bacheca con le informazioni ufficiali del comune di Paola, tra le carte consultabili, è spuntata l’ordinanza dirigenziale dello scorso 28 gennaio nella quale – a firma del responsabile del 2° settore Tecnico Manutentivo, geom. De Medici – è stata disposta, al responsabile del servizio cimiteriale, «la requisitoria e, quindi, la riappropriazione di tutti i loculi ubicati nel locale Cimitero, concessi e non occupati».

Questo significa che, in seno all’Ufficio Tecnico Comunale diretto dall’imputato Fabio Pavone – coinvolto in un procedimento che lo vede sotto accusa per il reato d’associazione, così com’è scritto nel dispositivo della magistratura, «con lo scopo di commettere più delitti di abuso di ufficio e falso» – il diretto subalterno del settore Tecnico Manutentivo ha preso atto «che nel locale cimitero non vi è la disponibilità di loculi». Come mai non siano disponibili i posti che il comune ha deliberato di costruire già ai tempi dell’amministrazione Perrotta, è un mistero che potrebbe avere una spiegazione nelle varianti operate in corso d’opera e, soprattutto, nelle nuove spartizioni delle somme destinate a coprire il costo dei lavori. Cifre “rimodulate” già nel primo semestre dell’amministrazione Ferrari che andavano a stornare i compensi dei progettisti e – caso più unico che raro – intaccavano addirittura la parte inalienabile riservata alla sicurezza, per coprire anche voci che comprendevano ruoli insediatisi col nuovo colore di cui s’è tinto il Sant’Agostino dalle amministrative del 2012.

Stante un’interpretazione delle direttive stabilite in sede contrattuale dagli amministratori, l’intero lavoro di ampliamento è stato diviso in più “lotti” che, a loro volta, sono stati frazionati in “stralci”. Sorvolando sulla questione relativa alla disapplicazione di una penale richiesta per una ditta sulla quale il direttore dei lavori aveva espresso delle “riserve”, ciò che dovrebbe essere spiegato è il mistero inerente il collaudo (impossibile da eseguire su una parte “parziale” dei lavori) e sul perché si sia seguitato a lavorare anche quando le perplessità formali erano tali da fermare ogni operazione e – magari – rimodularla su frequenze più “legittime”. Anche alla luce del fatto che il costo del lavoro dovrebbe essere “rimpinguato” dal cap. 4006 del bilancio comunale, dell’esercizio finanziario 2013, con i proventi derivanti dalla concessione (ai cittadini) delle varie strutture funerarie al prezzo stabilito di ciascun loculo in € 1.586,02.

Nonostante gli ampliamenti, al cimitero di Paola è “tutto esaurito” ultima modifica: 2016-03-02T10:35:43+00:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista Pubblicista dall'agosto del 2013, mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.