«Sono stati anni intensi, a tratti difficili ma bellissimi…ho dato tanto ma ricevuto di più, ci sono emozioni che da sole ti ripagano di ogni sacrificio e le emozioni sono state tante… #anchequestaèpaola». A seguire 24 “nuove” foto con cui, il sindaco Ferrari, ha condito uno dei suoi ultimi messaggi diffusi su piattaforme sociali di internet. Su Facebook per la precisione.

Un messaggio che, preso a se stante, pare indicativo di un sentimento d’orgoglio, con la folla al concerto dei Tiromancino (quello pagato a Ferragosto di quest’anno coi soldi della Tari)  li a testimoniarlo.

Uno “stato” (altro modo per definire la pubblicazione sui social network) probabilmente ispirato dalla recente quadratura del cerchio avvenuta sulla sua persona, nella veste di candidato unitario – anche se ancora non si conoscono le decisioni dell’Udc di Cupello e Fabio Buono – dell’amministrazione che vorrebbe riproporsi per un altro mandato.

Parole che, nella prima ora di apparizione, hanno ispirato il piacere di oltre cento persone (a fronte, però, di migliaia amicizie virtuali), risultando accattivanti fino al momento in cui sono poi state soppiantate da un’immagine di spalle, ritraente il primo cittadino nell’atto di tributare il suo omaggio al monumento commemorativo dei caduti di Nassiriya.

Come fossero specchietti per osservare la realtà, i nuovi mezzi di comunicazione consentono di percepire il polso dell’attualità, declinata nelle sue vesti pubbliche e private, condivise attraverso la rete e, per questo, interpretabili da chiunque.

Non è infatti tardata ad arrivare la reazione della minoranza che, a commento di quanto pubblicamente espresso dal sindaco, si è così espressa: «Le bacheche virtuali degli amministratori paolani, da quelle superstiti a quelle meno “in vista”,  sembrerebbero ricalcare un adagio dato sempre più per plausibile all’interno delle stanze del Sant’Agostino. Quella che in realtà potrebbe sembrare una declamazione d’orgoglio, a nostro parere somiglia più propriamente ad un commiato dimesso, figlio di una situazione divenuta insostenibile. Il sindaco saluta la città, appagato di emozioni che sembrano essere cristallizzate negli eventi di Piazza, quel luogo da cui tanto manca per un comizio al quale, gli auguriamo, di poter ancora arrivare da candidato».

In quest’ottica sembra suonare come allarmante il campanello scosso dal dottor Sergio Stancato, che ha annunciato l’abbandono del suo partito al progetto dei “Moderati per Paola” – gruppo consiliare di cui recentemente aveva assunto il coordinamento – manifestando (sulle pagine odierne del Quotidiano del Sud) l’intenzione di tornare ad incarnare esclusivamente le ragioni del Pri. Ciò perché si è infranto «il tentativo di una fusione politica fatto in precedenza». Questo significherà – sempre citando le parole rilasciate da Stancato sulla stampa odierna – che il Pri «si determinerà relativamente ad ogni singolo caso (relativamente ai provvedimenti amministrativi, ndr)  perché tutto sia indirizzato verso quelle che sono le priorità di cui il Pri è garante verso la città».

La sortita odierna, corposamente trattata sulla carta stampata, fa comunque il paio ad un’altra celebre tirata d’orecchie che lo stesso medico fece – in tempi non sospetti – all’amministrazione in carica già nel 2014. Tutti coloro che sembrano essersi meravigliati della “fuoriuscita”, potrebbero prendere atto, almeno in questo caso, di una consequenzialità prevedibile.

Vedere per credere.

VIDEO – Paola, Sergio Stancato: «Chi ha sbagliato deve pagare» (30.05.2014)

Paola – Ferrari abbandona o si compiace? Nel dubbio, Stancato lo saluta ultima modifica: 2016-11-20T17:46:10+00:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista Pubblicista dall'agosto del 2013, mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.