Tralasciando la constatazione del fatto che, per partecipare al bando che assegnava i lavori per l’ammodernamento del lungomare, si siano presentate solo ditte catanzaresi (che certifica il disinteresse, o l’impossibilità di arrivare alla base d’asta, delle ditte locali e costiere); sorvolando sulla qualifica dirigenziale con cui è stato firmato l’atto – che dovrebbe essere appannaggio di un vincitore di concorso – l’ingegner Fabio Pavone ha annunciato che, con un ribasso del 2,1%, l’impresa “Scutieri Costruzioni Srl” farà il nuovo “waterfront”.

Al netto di euro 237.988,22 «oltre € 4.862 quali oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso d’asta e oltre Iva nella misura di legge del 10% pari ad euro 23.798,82», il lavoro che l’amministrazione ha deciso di coprire con «proventi da alienazione del patrimonio comunale», è stato infine assegnato.

«Atteso che si rende necessario ed indispensabile procedere in merito», si legge nel documento, «con i fondi del bilancio comunale annualità 2016 capitolo 3003 impegno n.909». Questa voce del rendiconto complessivo dell’ente, ad oggi – e almeno per quanto concerne ciò che è stato pubblicato sull’albo pretorio – risulta essere però priva di quei 249.745,89 euro messi in conto per la vendita della scuola di “Casalinelle”, operazione che si sarebbe dovuta concretizzare lo scorso 18 novembre e che, pare, sia andata a monte per mancanza di offerte.

La manovra somiglia tanto a quelle criticate dai palchi elettorali del 2012, quando gli applausi fioccavano dinnanzi ai proclami di un cambiamento che, oggigiorno, non si rispecchia nell’eventualità di assegnare un lavoro senza la necessaria copertura finanziaria.

Eppure, sempre citando l’atto firmato dal responsabile Pavone, «gli operatori sono stati scelti tra i concorrenti in possesso dei requisiti necessari per le lavorazioni richieste da un elenco di operatori iscritti presso la centrale di committenza Asmel consortile», stazione appaltante necessaria per operazioni con certi importi, operatore che dovrebbe conoscere l’esito dell’alienazione pianificata dall’amministrazione.

Tutto ciò tenendo a mente che l’Autorità Nazionale Anti Corruzione (Anac), in una propria deliberazione consiliare, ha ritenuto «non conforme ai principi di legalità e buon  andamento» una procedura condotta secondo un criterio viziato dalla mancanza di «preventiva copertura finanziaria».

Principi che dovrebbero essere a portata di mano del segretario comunale, l’avvocato Falcone, che in qualità di garante amministrativo dell’ente saprà senz’altro come armonizzarli senza creare debiti fuori bilancio.

Paola: Sul Lungomare (waterfront) aleggia lo spettro del debito fuori bilancio ultima modifica: 2016-11-30T19:58:23+01:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista Pubblicista dall'agosto del 2013, mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.