La vita si dimostra sempre ostile nelle questioni da risolvere, raramente dà una mano cortese affinché il tutto si plachi in maniera serena. Infatti ogni questione di qualsiasi genere essa sia, resta in sospeso fino a quando le due parti si conciliano trovando una strada comune ad ambedue.

Nel frattempo il tempo scorre e gli animi si placano in una sofferenza taciuta nel cuore poiché la vicenda risulta ancora viva nel sentimento di coloro che l’hanno vissuta senza una comprensione decisiva che abbia fatto raggiungere un accordo comune.

È difficile che lo si trovi se da ambedue le parti, ognuno crede d’essere nel giusto e non cerca una comunione di semplificazioni che facciano comprendere quanto sia sciocca la testardaggine di avere sempre ragione e di supporre che la questione sia stata trattata in modo corretto.

Il primo passo dovrebbe effettuarlo chi ha reciso le redini dell’amicizia, dell’ affetto, della complessiva unione di fatto, ma nessuno vuole cedere e la questione resta aperta nella sintesi ma chiusa per chi l ‘ha resa tale.

Già l’esistenza si dimostra dura e difficile per seguire la strada maestra, se poi si aggiungono le divergenze, le complicanze sia d’affetto che di questioni che si dimostrano insuperabili per le azioni compiute da chi credevamo fosse dalla nostra parte, allora si resta delusi e si ritiene che è meglio restare soli che in compagnia di chi non ci ha compreso.

Questo modo di pensare è errato poiché noi non siamo stati creati per vivere da soli, il nostro carattere s’incupisce, non esiste più la fiducia negli altri, né in sé stessi per essere stati tanto espressivi nel donare il nostro cuore in maniera totale a chi in seguito abbiamo scoperto sia stato un “bluff” etc… ne consegue che sarebbe molto meglio soffocare la propria individualità per chiudere con giustizia d’eventi una situazione che in seguito ci renderà degni d’esserci realizzati e giudicati profondi nell’animo per aver trovato la giusta strada dell’ unione da entrambe le parti… poiché niente è mai chiuso se non è chiuso in modo corretto…*

  • Da quanto tempo non parliamo, da quanto tempo non ci vediamo.

  • Te ne sei andato troppo presto, prima che io potessi salutarti.

  • Tornerai indietro in qualche modo?

Io affido alla canzone, che ti faceva pensare al mio matrimonio, il ricordo di me, che ti raggiunga tramite etere, di nota in nota e ti faccia pensare ad una figlia che ancora aspetta di salutarti…ho lasciato questo in sospeso con te, un semplice addio.

Vuoi negarmelo?

 

*attribuibile al premio Nobel per la letteratura del 1907…

…chi meglio di lui può essere sulla strada giusta, papà!

 

Il Cuore del Marsili – Meglio soli che in compagnia di chi non comprende? ultima modifica: 2017-03-25T20:04:47+02:00 da Redazione
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