La seconda udienza del processo che vede alla sbarra i quattro ragazzi che a Sangineto, nel giugno di un anno fa, hanno a vario titolo partecipato all’assassinio del cane ribattezzato successivamente “Angelo”, oltre a sancire la definitiva acquisizione delle parti civili coinvolte, ha anche definito l’iter giudiziario col quale andrà a sentenza, ovvero il “rito abbreviato”.

Con questa formula verranno pertanto giudicati i due fratelli Francesco e Luca Bonanata, e gli altri due imputati Giuseppe Liparoto e Nicholas Fusaro, accusati – così come ha ripetuto in aula il pubblico ministero Maurizio De Franchis – «di aver torturato un cane randagio, catturandolo, impiccandolo ad un albero, stringendogli una fune intorno al collo, colpendolo ripetutamente e con violenza con una spranga fino a cagionare la sua morte. Il tutto riprendendo la scena in un video successivamente pubblicato su Facebook».

Partendo da questo assunto, la pubblica accusa ha chiesto il massimo della pena: due anni a testa che, nel contesto del rito abbreviato, potrebbero ridursi sedici mesi.

Per questa ragione l’attenzione riservata al caso specifico è stata ai massimi livelli, con cittadini, associazioni e finanche il comune di Sangineto, a presentare istanze di costituzione per parti civili accolte in maggioranza e rigettate solo nei casi non pertinenti (otto a fronte di sedici accettate).

Malgrado il ritmo con il quale il collegio giudicante – presieduto dal magistrato Alfredo Cosenza – ha affrontato la seduta, oltre sei ore di udienza non sono bastate per giungere ad un verdetto, sentenza che è stata rinviata al prossimo 26 maggio, data per la quale si prevede nuovamente un grande afflusso di pubblico in sala.

Proprio il fermento delle persone presenti ha generato le condizioni per una riproposizione massiccia dell’apparato di sicurezza già visto in altre circostanze, con l’impiego di agenti di Polizia e Carabinieri che – meno numerosi rispetto al primo appuntamento – hanno vigilato costantemente per l’intera giornata, non dovendo mai intervenire perché – a parte un momento di euforia, successiva alla ratifica delle parti civili e al diniego opposto dalla corte alla richiesta dei difensori riguardo la possibile commutazione della pena in una “messa in prova ai servizi sociali” – tutto è filato secondo i crismi consoni alla formalità dell’istituzione.

Venuti da tutta Italia, molti dei protagonisti delle iniziative sin qui tenutesi per sensibilizzare l’attenzione riguardo ciò che è accaduto a Sangineto, hanno tenuto a sottolineare i propri umori e le impressioni tratte da un caso che senz’altro costituirà argomento di discussione anche in sedi parlamentari e legislative.

Segue un breve “promo” del servizio realizzato per la giornata e che, prossimamente, sarà pubblicato nella sua misura integrale.

Buona Visione

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Paola – Chiesta massima pena per gli “aguzzini” del cane Angelo – VIDEO ultima modifica: 2017-05-19T07:39:10+00:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista Pubblicista dall'agosto del 2013, mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.