Si è conclusa la querelle originatasi tra il comune di Paola, rappresentato nella sua ufficialità “tecnica” dall’ingegner Fabio Pavone, e il professionista che ha redatto il progetto preliminare, il definitivo e l’esecutivo inerenti il “Programma di efficientamento e rifunzionalizzazione degli impianti di depurazione delle stazioni di sollevamento dei reflui urbani ricadenti nei comuni costieri”, ovvero Giosafat Vigliotti (rappresentato dall’avvocatessa Valeria Pizzuti).

A sancirlo è stata una sentenza, la n.419 del 29 aprile, con cui il Giudice di Pace di Paola, dott.ssa Turco, ha rigettato l’opposizione al Decreto ingiuntivo presentato nella primavera dell’anno scorso al comune che – a fronte dei 4.482,20 euro di parcella maturati per un lavoro svolto nel 2015 – aveva ritenuto di soprassedere al pagamento.

Purtroppo, per le casse pubbliche, questo insuccesso rappresenterà un aggravio di spesa, perché oltre alla corresponsione della somma originariamente pattuita, dovranno essere  aggiunte le spese legali liquidate nel corso dei due procedimenti giudiziari, pari a circa 2mila euro, oltre naturalmente a quelle  stanziate per il conferimento della difesa dell’ente all’avv. Agosto.

«Ciò che preme sottolineare – ha dichiarato l’ing. Vigliotti – è la mancanza di rispetto degli accordi presi, troppo spesso onorati da una sola delle parti; se il Comune avesse pagato quanto concordato, non si troverebbe ora nella necessità di dovere sborsare il doppio di quanto originariamente preventivato. Una vicenda, questa, che pone l’accento sul modo di operare della Giunta uscente, troppo spesso vittima di personalismi e vecchi modi di fare che non dovrebbero appartenere ad una gestione sana e virtuosa delle casse comunali. Mi auguro – ha concluso, forte della sentenza, il vincitore della causa – che quanto perpetrato in mio danno e riportato dalla Giustizia nei canoni della legalità possa scongiurare il pericolo del perpetuarsi nel tempo di una prassi abusata e nociva dell’interesse di tutti i cittadini ad essere amministrati con efficacia ed efficienza».

L’orientamento di un ufficio che in più di un’occasione è risultato soccombente riguardo le iniziative intraprese, è oggi determinato da scelte operate da un istruttore recentemente assunto in virtù di una procedura sulla quale persino l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) ha espresso un parere.

A fronte di un quesito relativo ad una modalità di selezione compatibile a quella che ha portato due ingegneri (la terza al momento è “non pervenuta”) stabilmente nella pianta organica dell’ente, l’Anci ha così risposto: «l’ente può anche utilizzare le graduatorie di altri enti […]purché abbia previsto tale modalità assunzionale nel proprio regolamento di organizzazione».

E pare proprio che nel regolamento del comune di Paola tale possibilità non sia contemplata.

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Paola – Il Comune non voleva pagarlo, lui vince causa. Ora è spesa doppia ultima modifica: 2017-05-18T21:20:49+00:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista Pubblicista dall’agosto del 2013, mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.