Dato il regime di par condicio, commentare gli interventi susseguitisi nel corso del confronto tra i candidati a sindaco paolani, è un’attività da rimandare a dopo le elezioni, quando – a bocce ferme – ciò che è stato detto nel corso di oltre due ore e mezza di dibattito avrà modo di essere confermato o smentito dal favore del popolo sovrano.

La dinamica del dibattimento tra Alessandro Pagliaro e i cinque contendenti in lizza per la fascia tricolore, si è sviluppata lungo un percorso che ha riservato domande multiple ad ognuno di loro, declinate secondo gli umori del giornalista e non concernenti un argomento specifico da trattare collettivamente.

Pertanto, avvalendosi di un principio di parzialità dovuto alla prima partecipazione di Carmelo Meo ed Enzo Limardi, il conduttore del confronto ha inteso partire proprio da loro, cercando di carpirne le intenzioni elettorali e la validità delle argomentazioni a sostegno della candidatura proposta alla cittadinanza.

Con Pino Falbo, Roberto Perrotta e Basilio Ferrari, il discorso è stato invece diverso, perché facendo leva sulla comprovata esperienza consiliare di ognuno di loro, le tematiche affrontate hanno spaziato lungo un asse che ha riguardato il passato remoto, quello prossimo, il presente e sprazzi di futuro che, insieme agli altri due candidati, sono stati tratteggiati solo al culmine della manifestazione.

A partire dalle 18.30 e circa di venerdì, con le dovute presentazioni degli organizzatori dell’incontro – i vertici locali e provinciali delle Acli – il giornalista ed i suoi ospiti hanno dato vita ad un qualcosa che a Paola, nell’atmosfera pubblica di uno slargo, non si era mai vista.

Un faccia a faccia dinnanzi ad una moltitudine eterogenea di persone che, indipendentemente dal credo (e in alcuni casi dal “tifo”) politico, hanno ascoltato compostamente tutta la performance. Il dato più interessante propagatosi da Largo Sette Canali è stato proprio quello concernente il desiderio di pacificazione civile palesato dalle persone presenti, promiscuamente mescolate in una fiumana nella quale i gruppetti a sostegno di questo o quel candidato, hanno dato – più che altro – un tocco di folclore che non guasta mai nel corso di una campagna elettorale.

Benché fino all’ultimo momento si sia temuto per l’ordine pubblico, con indiscrezioni convergenti nel bisogno di evitare un’occasione che potesse palesarsi come una resa dei conti tra elettorati avversari, tutto è filato liscio, anche grazie al controllo discreto di tanti uomini in divisa e in borghese che – per conto delle forze dell’ordine – hanno sorvegliato l’andamento della kermesse.

Tornando alla dinamica del confronto, v’è da dire che non sempre ha mantenuto l’ordine degli interventi iniziato al primo giro, per cui s’è assistito a qualche variazione determinata dalla necessità di un “botta e risposta” che però, dato l’obbligo di concedere tempo e spazio ad ognuno, non si è mai esaurito definitivamente, con tanti possibili battibecchi rimasti in sospeso al punto in cui l’ultimo ha avuto la parola. Infatti, al ripristino del “giro”, avvenuto perfettamente all’ultima tornata prima della conclusione dell’incontro, gli argomenti cambiavano direzione, lasciando in un punto “morto” ciò che poteva essere motivo di discussione.

In questo senso non si è trattato di un vero e proprio confronto, perché ognuno ha avuto la “sua” domanda e non è stato possibile fare raffronti. I termini adoperati dai cinque contendenti hanno avuto il pregio della continenza, tranne qualche sporadico momento “aggettivato” che comunque non è stato colto come guanto di sfida.

Grande importanza hanno svolto, anche in questo caso, gli operatori della comunicazione, con ben quattro telecamere per tre diversi gruppi a lavoro, che hanno ripreso ogni istante della manifestazione consentendo una diretta streaming su internet che – in termini di visualizzazioni – è giunta al lambire il numero di mille persone collegate contemporaneamente e, quindi, da aggiungere al già foltissimo numero di quelle presenti su Largo Sette Canali.

Ovviamente i filmati relativi a ciò che è stato detto e fatto l’altro ieri, sono già disponibili sulle varie pagine delle emittenti coinvolte, pertanto visionabili ogni volta che lo si volesse (i termini da ricercare sui motori di ricerca sono: Tele Paola, Lan Produzioni, Paola TV e Tele Radio Immagine, con quest’ultima che ha trasmesso anche attraverso l’etere, sui canali del digitale terrestre che arriva ai televisori delle case).

I picchi delle visualizzazioni sono stati registrati al primo degli interventi di ogni aspirante sindaco, con un pubblico stabilizzato a buoni livelli per tutta la (lunga) durata del confronto.

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Paola – La rosa degli aspiranti sindaco lascia poche tracce di “confronto” ultima modifica: 2017-05-15T20:24:11+00:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista Pubblicista dall'agosto del 2013, mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.