Era il mese di Aprile quando, su queste colonne, l’allarme sulle condizioni di sicurezza del “costruendo” waterfront immaginato dall’ingegner Fabio Pavone, era stato lanciato con forza.

Troppe sbavature esecutive iniziavano a prendere forma e molte apparivano varianti a lavori in corso, elementi che non lasciavano presagire nulla di buono per la cittadinanza.

Eppure, all’epoca, la mirabile infrastruttura del centrodestra governante, non doveva essere messa in discussione e chiunque si fosse macchiato di un atteggiamento irrispettoso di questo comandamento, l’avrebbe pagata venendo additato come “nemico del progresso” e “uccello del malaugurio”.

È così che tanti dubbiosi, soprattutto i giornalisti, sono stati esposti alla gogna mediatica di gran parte dell’entourage che, tanto a titolo politico quanto a rendiconto “tecnico”, avevano interesse a promulgare il verbo secondo cui la critica era figlia della malafede.

Il più pervicace sostenitore di questa teoria è stato l’architetto Luigi Colella (alias “Sbirciapaola”), ex candidato a supporto di Ferrari e marito della collega Angela Maria Marcelli (anch’essa scesa in campo quest’anno a sostegno dell’ex sindaco nella lista dei “Moderati”), professionista che col lavoro sul lungomare ha incassato lauti cachet.

Capo del gruppo che ha intascato la paga per i rimaneggiamenti realizzati a Largo 7 Canali, Luigi Colella – nella primavera scorsa – dopo aver riportato l’estratto di un articolo pubblicato su questa testata (definito, senza mezzi termini, “cazzata”) esorcizzava i timori espressi nel testo – relativi alla probabilità di incidenti – accusando la stampa di portare “piccio” (in dialetto “sfortuna”) e accollandole persino la responsabilità di un eventuale sinistro, da ascrivere al «ppp – piccio Pulitzer paolano» (il sottoscritto).

Secondo questa logica, ciò che è avvenuto domenica mattina andrebbe quindi accollato a chi è titolato a scrivere, perché un ciclista – transitante sulla pista di cui l’ex sindaco Ferrari (senza collaudo) ha inaugurato un chilometro – ha impattato contro una vettura che stava svoltando per entrare nel parcheggio di uno stabilimento balneare.

La dinamica del sinistro è avvenuta secondo uno schema che visto l’automobilista scartare improvvisamente a sinistra, invadendo la carreggiata sulla quale – da nord verso sud – stava passando l’uomo a bordo della bici.

Malgrado abbia inchiodato, la persona al volante non ha fatto in tempo ad evitare lo scontro nel quale, per fortuna, il malcapitato a pedali non ha riportato ferite preoccupanti.

Il Caso infatti ha voluto che si trattasse di un ciclista esperto, dotato di una bicicletta d’avanguardia che, malgrado l’efficientissimo impianto frenante, non è riuscito ad evitare lo scontro.

L’inedito “tamponamento”, ha cagionato la preoccupazione dei presenti, accorsi immediatamente per sincerarsi sulle condizioni dello sfortunato pedalatore. Anche la persona alla guida, resasi conto del sinistro, è scesa dall’auto per prestare soccorso, mentre agenti delle forze dell’ordine si sono fermati per constatare l’accaduto.

L’attualità parla di un lungomare molto diverso dai prospetti realizzati al computer, un posto dove se soltanto ci fosse stato un bimbo alla guida della bici, forse oggi sarebbe descritto come “luogo della tragedia”.

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Paola – Ciclista vittima di incidente su pista ciclopedonale “non collaudata” ultima modifica: 2017-07-04T08:43:25+00:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista Pubblicista dall'agosto del 2013, mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.