Alla base della situazione che sta condizionando il lungomare cittadino, potrebbe esserci un “atto di indirizzo”.

Nella fattispecie si tratta di un documento redatto dall’ex primo cittadino che, alla data del 24 maggio scorso, sottoscriveva un atto nel quale – con l’approssimarsi dell’estate – si chiedeva «di avviare, per quanto possibile, i lavori supplementari in termini di potenziamento dei parcheggi e di disporre all’impresa appaltatrice il potenziamento della forza lavoro al fine di completare tutte le opere prima dell’avvio della stagione balneare».

Vergato da Basilio Ferrari, questo intendimento è stato indirizzato sia all’ex dirigente Utc (nonché responsabile unico del procedimento) – ingegner Fabio Pavone (oggigiorno stabilmente collocato nella pianta organica dell’ente con mansioni e stipendio da categoria D1) – sia alla direttrice dei lavori, architetta Angela Maria Marcelli, la quale continua a sovrintendere per conto della Scutieri Costruzioni, tutta la porzione di cantiere rimasto allestito su mezzo “waterfront”.

Le indicazioni dell’allora sindaco Basilio Ferrari, partono da una precisa premessa, che trae spunto dalla «determinazione n° 42 del 22.05.2017», con cui – secondo l’ex primo cittadino – sarebbe stata approntata «perizia di variante» per far fronte ad una serie di esigenze sorte in corso d’opera.

Aggiungendo che l’ente era «in procinto di approvare/adottare il nuovo P.C.S. (Piano Comunale di Spiaggia ) che prevede la presenza di nuove concessioni demaniali a soggetti privati che si andranno ad aggiungere a quelle già presenti sul lungomare» e che sarebbe stata «in fase di definizione la procedura di federalismo demaniale che porterà all’acquisizione delle aree demaniali da parte dell’Ente che alla luce anche del nuovo P.S.C. (Piano Strutturale Comunale) […] darà inizio ad un processo di riqualificazione», il candidato uscito ridimensionato dalle ultime elezioni avrebbe indotto la ditta a credere che sussistevano i presupposti per andare avanti.

Eppure l’ex sindaco avrebbe dovuto sapere che proprio la “determina n.42”, quella del 22 maggio scorso, fosse un atto “inesistente”, “fantasma”, redatto e protocollato ma mai apparso sull’albo pretorio perché difforme dagli standard necessari all’ufficio ragioneria.

Ma forse non lo sapeva.

Come la ditta non sapeva che non c’era la copertura finanziaria per i lavori, così come non lo sapevano la direttrice dei lavori (che comunque è stata liquidata) e il progettista (lo stesso che aveva redatto la “perizia di variante” in cui confidava Ferrari per far proseguire i lavori).

Eppure per mesi la stampa non ha parlato d’altro, e persino l’opposizione consiliare s’è chiesta che nesso ci fosse tra la dismissione di patrimonio comunale (scuola “Casalinelle”), la riscossione della Bucalossi e il waterfront.

Senza parlare dell’acquisizione delle aree demaniali, ferma al palo almeno fino allo scorso 31 agosto (l’ex sindaco la proponeva a maggio).

In questo marasma, dalla Marcelli e da Pavone è adesso giunta la propensione a collaborare con quelli che – sia nel 2012 che nel 2017 – sono comunque stati avversari politici.

Un punto da cui partire per capire come mai un chilometro di lungomare è ancora avvolto nel telo arancione di un cantiere.

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Paola – “Atto di indirizzo” dell’ex sindaco Ferrari a base dei guai waterfront? ultima modifica: 2017-10-23T13:16:07+00:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista Pubblicista dall’agosto del 2013, mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.