Con l’indizione del consiglio comunale del 13 ottobre prossimo, caratterizzato da un’apertura al pubblico, l’amministrazione Perrotta si prepara ad affrontare quello che è stato un tema della campagna elettorale e che, nel corso degli anni, ha visto impegnati tanto i partiti quanto i sindacati.

Il ridimensionamento dello snodo ferroviario cittadino significherebbe l’ulteriore perdita di uno status che la città di Paola (detentrice di altri presidi come l’ospedale, il tribunale e la caserma dei vigili del fuoco) sta vedendosi erodere in maniera sempre più vigorosa.

I primi ad essere entrati in allarme sono stati proprio i sindacati che, nel marzo del 2016, annunciavano che «ormai, appare chiaro che le società del Gruppo Ferrovie dello Stato Rfi e Trenitalia con il tempo stanno sempre più abbandonando i siti produttivi della nostra provincia per trasferirli in altri comprensori. In passato – scriveva a quel tempo la Filt Cgil – le ferrovie hanno rappresentato per il nostro territorio la prima fabbrica, luogo di lavoro per migliaia di padri di famiglia. In molte città si sono costruiti interi quartieri e centri ricreativi per ospitare i ferrovieri, oggi ormai questo patrimonio anche sociale sta scomparendo gradualmente. Le politiche aziendali sempre più orientate a svolgere un ruolo esclusivamente economico, e non più sociale, stanno penalizzando ovviamente centri importanti nelle città di Cosenza, Paola e Sibari».

Nell’aprile di quell’anno venne anche dichiarato uno stato d’agitazione, proclamato addirittura dalla “triplice” costituita dalla Uilt/Uil, Fit/Cisl e Fast (Federazione Autonoma Sindacati Trasporti). «Non è accettabile -dicevano a quel tempo Vincenzo Polizza, Pierluigi Airano, Gerardo Calabria ed Angelo Falsettiil depotenziamento delle attività ferroviarie, nonché la chiusura dell’Officina manutenzione corrente di Paola con il suo carro soccorso. Nella nota si ribadisce l’ importanza della presenza della Officina e del carro soccorso in quanto necessari a garantire la sicurezza in ambito trasporto ferroviario, essendo nella tratta tra Reggio Calabria e Napoli l’unico impianto presente ed operativo.  Sempre nell’ interesse ed in nome del personale di Trenitalia nella fatti specie condotta e scorta degli impianti di Paola e Cosenza viste le continue notizie incerte e inerenti a chiusure o ridimensionamenti delle attività loro collegate. Nello specifico le inadempienze della Direzione Regionale Calabria riguardano: chiusura della officina di Paola, ubicazione e funzionalità del carro soccorso, problematiche collegate alla galleria Santomarco, Istituzione di un turno di zona a Paola per il personale di bordo, ricadute, sul personale che opera oggi per la ditta Manutencoop impegnato nei servizi di pulizia delle vetture e impianti fissi».

A distanza di dodici mesi anche il locale circolo del Pd fece la voce grossa, denunciando che «oltre all’officina, ai capitreno e ai macchinisti, la stazione di Paola perderebbe di fatto anche il carro soccorso, importante per garantire sicurezza nella tratta tra Reggio Calabria e Napoli».

Una situazione che neanche le rassicurazioni del viceministro Nencini, il quale annunciò che «governo e Ferrovie hanno previsto un miliardo e quattrocento milioni di investimento per i prossimi anni», è riuscita a mitigare.

Se c’è l’esigenza di un consiglio comunale “aperto”, la faccenda resta molto seria.

Il video che segue rendo conto dell’opinione del viceministro Riccardo Nencini, registrata sul finire dell’ultima campagna elettorale.

Buona Visione

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Paola – Consiglio comunale aperto (del 13/10) inerente “problemi ferroviari” ultima modifica: 2017-10-07T18:21:25+00:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista Pubblicista dall'agosto del 2013, mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.