Fuori dal Consiglio Comunale per un pugno di voti, la dottoressa Emira Ciodaro – al netto di uno strepitoso successo di consensi – resterà al di qua dell’aula “Lo Giudice” così come hanno sancito i magistrati di Catanzaro.

Appoggiata dalla lista di riferimento, vale a dire quella del Partito Repubblicano Italiano (regionalmente guidato dal dottor Sergio Stancato), l’ex presidente del consiglio comunale si era prodotta in un’azione giudiziaria improntata al ridimensionamento del risultato ottenuto dal consigliere Vincenzo Limardi il quale, al netto dello scrutinio successivo ai due turni elettorali di giugno, era risultato – e risulta – detentore delle qualità necessarie per rappresentare un seggio nella minoranza consiliare.

Una brutta batosta per la battagliera esponente di una filosofia politica sempre molto affine alle metodiche amministrative dell’ex sindaco Basilio Ferrari, del quale proprio Emira Ciodaro è stata una delle forze trainanti di maggior rilievo.

Un ridimensionamento vigoroso che, senz’altro, potrebbe giovare come un balsamo per l’attuale amministrazione che, con Roberto Perrotta, ha già dimostrato di gradire la sobrietà argomentativa del consigliere eletto tra le fila dell’allenaza tra Rete dei Beni Comuni e Cambia Paola.

Questo uno dei passaggi con cui i magistrati catanzaresi (Vincenzo Salamone, Presidente – Francesco Tallaro, Referendario – Raffaele Tuccillo, Referendario, Estensore) hanno “liquidato” l’istanza proposta dalla Ciodaro: «Il ricorso proposto deve essere dichiarato inammissibile. Occorre premettere che in tema di notifica l’inesistenza (Cass. 21865/2016) è configurabile, oltre che in caso di totale mancanza materiale dell’atto, nelle sole ipotesi in cui venga posta in essere un’attività priva degli elementi costitutivi essenziali idonei a rendere riconoscibile un atto quale notificazione, ricadendo ogni altra ipotesi di difformità dal modello legale, tra cui, in particolare, i vizi relativi all’individuazione del luogo di esecuzione, nella categoria della nullità, sanabile con efficacia “ex tunc” per raggiungimento dello scopo. Nel caso di specie la notifica effettuata in luogo presso il quale il ricorrente non è resistente non appare idonea a determinare l’inesistenza della stessa ma la sola sua notifica tanto più sanata dalla costituzione in giudizio dello stesso e dalla puntuale difesa dallo stesso svolto».

Per quanto concerne i legali impegnatisi nel procedimento, nel caso di Emira Ciodaro l’assistenza è stata demandata all’avvocato Santo Viotti, mentre a Vincenzo Limardi la tutela è stata garantita dai togati Raffaello Misasi e Francesco Giglio, presente anche il Comune di Paola (contro il quale il Pri si è prodotto in una serie di affissioni murarie molto critiche ed improntate alla “Vergogna“) rappresentato dall’avvocato Vincenzo Fedele.

Nelle edizioni di domani dei quotidiani cartacei sarà possibile trovare ulteriori approfondimenti.

 

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Paola – Inammissibile ricorso di Emira Ciodaro, Pri resta fuori dal consiglio ultima modifica: 2017-11-10T20:47:53+00:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista Pubblicista dall’agosto del 2013, mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.