Tra coloro che hanno partecipato alla vittoria di Roberto Perrotta, i componenti dell’area localizzata nell’azione del “Circolo 25 Aprile e Primo Maggio”, sono quelli che – allo stato attuale – hanno ottenuto il riconoscimento di una vocazione amministrativa.

Grazie all’operazione imbastita da Emanuele Carnevale, Lucio Cortese e Pino Provenzano, una parte di quella sinistra “più coriacea” (da molto tempo fuori dal Sant’Agostino) è tornata a dare fiato alle istanze del proprio elettorato.

Riprova ne è l’istituzione della “De.Co.”, certificato di “denominazione comunale” che rappresenterà il sigillo di appartenenza per tutti i prodotti di origine paolana.

Con l’approvazione consiliare della loro proposta, esponenti di quella che fu un tempo “Rifondazione Comunista”, riprendono ad avere voce in capitolo in merito all’amministrazione.

Una bella rivincita per Emanuele Carnevale, messo spesso in discussione per la scelta di correre all’interno della coalizione di Salute Pubblica, e addirittura schernito per la candidatura personale nella lista “Un’Idea per la Città”, passata alla storia come iniziativa “dei commercianti”, manco lontanamente affini alla filosofia di fondo di qualsiasi ideologia comunista.

E invece, non solo si è affermato come catalizzatore di consensi capaci di rafforzare il successo della lista, ma si è anche ritagliato un ruolo “importante”, ratificato nella stima attestatagli dal sindaco in persona nel corso dell’ultimo consiglio comunale.

Una decisione rivelatasi quindi molto più producente di quella che, se le cose avessero seguito una consequenzialità logica con le precedenti consultazioni amministrative, sarebbe stata compiuta appoggiando altri candidati.

Con l’intervento consiliare di Carnevale, unico oratore di una seduta momentaneamente “sospesa”, lo zoccolo duro della rappresentatività di una “certa” (nel senso di “sicura”) sinistra paolana, ha fornito persino la prova di un efficace ricambio generazionale, con il giovane segretario “sospeso” riuscito a salire sugli scudi in un’assise.

Un risultato non riuscito a tanti altri partiti e movimenti.

L’attuale consiglio comunale, infatti, è composto perlopiù da volti noti della politica locale, con la sola eccezione di quattro donne (cinque se si conta anche la Saragò, comunque eletta consigliere prima di accettare l’assessorato) riuscite ad affermarsi pure in virtù della doppia preferenza esprimibile alle ultime consultazioni.

Il resto, per quanto riguarda la freschezza delle proposte, è rimasto invischiato nelle secche di una campagna elettorale che ha premiato l’affidabilità degli esperti.

In questo contesto, soprattutto volgendo lo sguardo a sinistra, la considerazione ottenuta da chi era stato frettolosamente etichettato come sprovveduto, quasi “traditore” (se si considerano le modalità di sospensione del locale circolo Prc), rappresenta un passo in avanti.

Un’evoluzione che, ad esempio, non è riuscita a Cambia Paola la quale, qualora Vincenzo Limardi gettasse la spugna, sarebbe soggetta agli umori della Rete dei Beni Comuni, lista che propone come subentrante Giuliana Cassano madre dell’ex segretario GD (Andrea Signorelli), che ha interrotto bruscamente la sua esperienza nel partito di Graziano Di Natale, quindi potenzialmente incline a non andar d’accordo con l’amministrazione Perrotta.

Paola – Dai “sospesi Prc” lezione di stile ai “sinistri rampanti” (e arrembanti) ultima modifica: 2017-12-02T11:22:17+00:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista Pubblicista dall’agosto del 2013, mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.