Nel cataclisma generatosi con l’annullamento del Piano Strutturale Comunale (Psc), uno dei primi pilastri caduti è stato il Piano Spiaggia.

Fondamentale riferimento per la regolamentazione di uno degli ambiti primari nell’offerta economico turistica cittadina, il “Piano” in questione sarebbe dovuto decollare col ripristino dello strumento che ha soppiantato il vecchio Prg.

Siccome il Psc di Roberto Perrotta – approvato dopo ampia concertazione e passaggi formali – a Basilio Ferrari sembrava «un disegno a colori fatto da un alunno delle scuole medie», la sua maggioranza decise di annullarlo, ripristinando i fasti di un Piano Regolatore stantio che, dati i suoi limiti, non ha potuto minimamente incidere sulla realtà del territorio, limitandosi a “congelarla”.

In tutto il tempo servito all’ex amministrazione per predisporre l’iter necessario all’approvazione di un nuovo Psc, ogni proposito “costruttivo” si è fermato.

Soprattutto sul litorale cittadino: stesso numero di lidi, stesse concessioni, stesso tutto.

Per cinque anni.

Fino a quando l’ex assessore Paolo Siciliano, membro esecutivo del partito regionalmente diretto da Sergio Stancato, è riuscito a mettere tutto in ordine per poter relazionare compiutamente in consiglio comunale.

Approvato nel corso di una memorabile seduta, su cui incombe il dubbio relativo alla volontà del consigliere Marco Focetola (dato “astenuto” dalla presidente di matrice repubblicana, Emira Ciodaro, quando invece si era dichiarato “assente” – per un ripasso CLICCA QUI e QUI), il Psc ferrariano ha visto la luce nel marzo di quest’anno, sbloccando – di fatto – anche l’inerzia sulla spiaggia.

Tant’è che l’ingegner Fabio Pavone, quando a maggio cercava di giustificare la variante con cui si annunciava la necessità di vedere al rialzo i costi per i lavori sul lungomare, faceva riferimento proprio allo strumento approvato che: «prevedrà – sono le parole dell’atto a sua firma – la concessione a privati di nuove aree demaniali e la possibilità […] di realizzare piani attuativi di interesse collettivo».

Proprio l’ex capo dell’Utc, assunto in comune a tempo indeterminato al culmine di una procedura che Roberto Perrotta nei suoi comizi ha spesso definito «cervellotica», all’epoca era anche il Responsabile Unico del Procedimento (Rup) inerente la redazione di una variante al Piano Spiaggia.

Affiancato all’ingegnere Alberto Borsani – incaricato di redigere materialmente il progetto – Fabio Pavone agiva nella sua veste “ufficiale” di dirigente pubblico.

Pertanto è forse a lui che andrebbero chiesti lumi riguardo queste nuove concessioni.

Quante saranno? Dove sono ubicate? Che dimensioni avranno? Quanta spiaggia libera rimarrà ai cittadini paolani?

Malgrado la sicumera con cui vergava gli atti, è molto probabile che l’ingegner Fabio Pavone non risponderà a questi quesiti, perché con una delibera di giunta della settimana scorsa, l’amministrazione Perrotta gli ha revocato l’incarico.

Siccome «oggigiorno si trova operativo presso un altro ufficio», l’esecutivo in carica presso il S. Agostino ha scelto di sostituirlo, nominando Rup l’architetto Franco Anselmucci che, oltre a possedere «adeguate competenze professionali», è anche un tecnico alle dipendenze del comune.

Paola – Revocato l’incarico di Rup per il Piano Spiaggia, silurato Pavone ultima modifica: 2017-12-03T12:04:06+00:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista Pubblicista dall’agosto del 2013, mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.