Appurato che i paolani non sono dei cani, o perlomeno «non sono Labrador» – come c’è stato modo di leggere su Facebook, in un commento a risposta di una domanda sulle intenzioni stesse dei cittadini.

«Ancora non mi spiego come abbiano fatto i paolani…» è il quesito posto da un utente del social network, cui è seguita la risposta relativa alla razza cinofila d’eventuale appartenenza. Il tutto a corollario di un post sul “provvisorio definito” attribuito alla condizione dell’intera nazione e del sud in particolare.

Il post in questione

Sulla persistenza della condizione canina non è dato sapere, perché non essendo dei Labrador, i paolani potrebbero finanche appartenere alla razza dei corsi, degli alani, dei chihuahua fino a non escludere l’insieme dei bastardi.

Ma questa sarebbe proprio una cattiva interpretazione di una discussione sicuramente costruttiva, avvenuta tra due persone, personaggi pubblici per via del fatto che periodicamente compaiono tra i nomi sulle colonne dei giornali.

Entrambi afferenti al pensiero di quel centrodestra “dogliante”, che ha imbastito sul ricorso all’elezione di Roberto Perrotta gran parte della sua strategia d’opposizione all’attuale maggioranza di governo.

Un centrodestra che pare intenzionato a rilanciare la partita in Appello, una sorta di “ritorno agonistico” sul filo della giurisprudenza, per continuare a dare segni di una vitalità altrimenti compromessa (si pensi alla rappresentatività consiliare).

Dopo la capitolazione, una “ricapitolazione”.

Questo lo si potrebbe evincere da quanto pubblicato sulla sua bacheca dall’ex sindaco, oggi consigliere di minoranza – Basilio Ferrari – che anticipando la possibilità di prendere la parola nell’aula “Lo Giudice”, ha lasciato un suo commento a caldo direttamente su Facebook.

«Ricapitolando – ha scritto l’ex primo cittadino sulla sua bacheca virtuale – L’amministrazione Perrotta, Sindaco in testa, percepisce indennità non dovute in misura non trascurabile (svariate migliaia di euro) e nella consapevolezza che dette somme non erano loro dovute. Di fronte alle ripetute richieste degli uffici non mostrano alcuna intenzione di restituire le somme illegittimamente percepite. Nel consiglio comunale del 14.7.17 smentiscono ogni addebito e votano la propria compatibilità. Successivamente al ricorso depositato in Tribunale dalle forze di minoranza invece decidono di pagare (dopo otto anni) per evitare di decadere. I giudici stabiliscono che avendo gli stessi restituito le somme in questione (parte) prima della notifica del ricorso l’ incompatibilità e’ ora rimossa e non c e’ decadenza dalla carica. C ‘ e’ da festeggiare? Chi sono i vincitori e chi i vinti? Al di la delle decisioni che prenderemo nei prossimi giorni, credo che ci sarebbe stato motivo di esultare qualora il Tribunale avesse accertato che nessuna somma era stata percepita illegittimamente e che nessuna somma doveva essere restituita. l’interesse dunque era non decadere dalla carica e non dimostrare di non avere percepito e trattenuto indennità non dovute. E’ stata evitata la decadenza (al momento), probabilmente devo ritenere che qualcuno consideri questo una vittoria, dubito abbiano “vinto” i cittadini. W Paola».

Con quella decadenza «(al momento)» evitata a lasciar presagire scenari di battaglia legale continua e che, forse ridondando nei commenti, sembra ripercuotersi nelle frasi di chi pare mettere addirittura in discussione il collegio giudicante (in particolare, un ex candidato a supporto di Ferrari, ha scritto «Il y a des juges à Berlin», citando l’espressione mutuata da un’opera di Bertold Brecht, la cui spiegazione è disponibile a questo link)

Un commento all’intervento di Ferrari

Chi vivrà vedrà, nel frattempo la bella stagione incalza.

Paola: Dopo la capitolazione legale, Ferrari ricapitola su FB (farà Appello?) ultima modifica: 2018-06-08T16:21:34+00:00 da Redazione
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