Continuando a riempire di senso il nome stesso della Commissione, la “Pari Opportunità” del Comune di Paola ha organizzato un altro incontro/dibattito presso il centro laboratoriale “A. Eboli” a Largo 7 Canali.
Dopo aver reso tangibile la tematica “gender”, con l’appuntamento dello scorso 17 Maggio (clicca), nel pomeriggio di sabato 30 Giugno ha creato i presupposti per aprire un varco nella “matassa dei migranti“, quell’ennesima parte di mondo che necessita di avere “pari opportunità”.
Per questa ragione, il parterre di ospiti, intervenuti nel “semicerchio” degli oratori, è stato composto da testimoni diretti della situazione in atto, della crisi umanitaria esplosa in mezzo al mare, tra le genti d’Italia e persino nel lessico della lingua madre.
Perché a questo punto è importante “conoscere persone” che abbiano toccato con mano l’esperienza dei profughi, degli scampati, degli esuli, di padri e di madri, di figli, di uomini e donne cui il destino ha riservato l’amaro viatico del “conflitto permanente“.
Perlomeno per conoscere alternative alla visione attualmente in voga in Italia.
«Non immaginavo che saremmo arrivati a questo punto», ha detto Domenico Lucano (sindaco di Riace), rivolgendo una considerazione tutt’altro che tenera nei confronti del Governo Italiano, accusato di aver intrapreso una linea politica basata sulla “cattiveria“.
Il riferimento all’attuale condotta “protezionista”, trasmessa su frequenze di chiusura, è una dimensione mentale che anche la professoressa Bruna Mancini (docente Unical) ha delineato efficacemente nella similitudine col mondo del “Grande Fratello”, dove persino il significato delle parole non combacia più a quello che ne da il vocabolario, perché finanche sinonimi e contrari hanno preso a coincidere.
Democrazia“, “lavoro“, “politica“, e così via, sono parole che pur non combaciando più alla loro matrice, sono divenute “usuali” nel senso comune. Un crescendo di stravolgimenti che nella realtà si concretizza con la messa a repentaglio della vita.
Contro la morte concettuale e fisica, contro l’apatia e l’indolenza, l’intervento della dottoressa Maita Sartori (medico ginecologo volontario) ha portato le prove della vittoria – o meglio – delle condizioni di successo maturate in Italia, nell’ambito dei soccorsi di una Marina Militare efficiente.
Caricati a bordo di navi progettate per tutt’altro scopo, le persone soccorse dovrebbero poter maturare l’idea di avere “pari opportunità” (e soprattutto “pari dignità”) rispetto a quanti calpestano un suolo democratico, fondato sul lavoro.
Ma questo accade di rado, e se accade una parte di merito ce l’hanno le associazioni, come “Nate a Sud” che – rappresentata da Carla Cilento – ha focalizzato la sua azione sulla parte “femminizzata” del fenomeno, sull’esperienza troppo spesso terribile delle donne, per le quali – in molti casi – sarebbe opportuno parlare di “tratta”.
Nel contesto organizzato dalla Commissione presieduta da Daniela Cilento, l’appuntamento s’è protratto per oltre due ore, al termine delle quali il discorso s’è arrestato tra gli applausi del folto pubblico presente, e le domande pertinenti di bambine che – ed è l’aspetto più confortante – hanno dimostrato di saper trattenere “sabbie” che altrimenti andrebbero a dare più tempo alla clessidra del conformismo.

Di seguito è proposto un video riassunto della serata.

Buona Visione

Paola – VIDEO – Sabbie: toccanti e toccate (con mano) esperienze di migrazione ultima modifica: 2018-07-04T07:21:02+00:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista Pubblicista dall'agosto del 2013, mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.