Le bollette, frutto di complessi calcoli, derivando dalla matematica non sono “un’opinione”.

Pertanto si devono pagare.

Lo sanno bene tutti quegli utenti che risultando morosi, per un motivo o per un altro, si ritrovano improvvisamente senza luce o senza gas, o senza qualcos’altro.

Ognuno deve pagare per quel che consuma e nessuno si lamenta (a meno di truffe o disservizi vari).

Questa regola, valida per i comuni mortali, ha lo stesso significato per le società, le associazioni e gli enti, compresi i municipi.

Se non paghi, ti cito (in Tribunale).

In un tempo neanche tanto remoto, presso il Comune di Paola si è tanto lesinato sul fronte del gas, risparmiando il fiato in ogni occasione, che sarà parso opportuno investire altrove, magari su versanti elettrici che tanta bella figura potevano far fare alle ancora “inaugurande” opere, compresa la pista ciclopedonale (che effettivamente è ferma ad una cerimonia di un solo chilometro).

Malgrado la parsimonia nella condivisione dell’alito, tante parole sono state spese per enfatizzare la posa di nuovi pali della luce (per una letteratura in merito basterebbe scorrere le bacheche di molti ex amministratori) e di fantastici cablaggi, con lo stesso ex primo cittadino a scendere in campo per valorizzare finanche ogni singolo led delle luminarie per feste e festicciole.

Peccato però che, alla luce dell’oggi, tutta quella ostinata ostentazione (e soprattutto quell’economia sui refoli della cavità orale) sia risultata farlocca, falsa come una moneta da tre euro.

Perché col decreto ingiuntivo da quasi 800mila euro emesso dal giudice del Tribunale di Paola, la consistenza di una città “sempre più bella”, si è sciolta come neve al sole.

Col verdetto n.344/2018,  la società “Banca Farmafactoring” si è vista riconoscere 789mila 80 euro e 54 centesimi che il Comune di Paola dovrà versare al più presto (aggiungendo “interessi di mora e spese del procedimento” per 870 euro più 4.352 euro e 80 centesimi per onorari accessori).

Questo perché bisogna onorare i debiti contratti (e poi ceduti sotto forma di crediti da esigere) con  Hera Comm Srl, Enel Energia Spa ed Enel Sole, società che i “risparmiatori di fiato” hanno praticamente dimenticato con l’approssimarsi della campagna elettorale del 2017.

Allo stato attuale il Comune di Paola, oltre a dover far fronte alla spesa corrente (puntualmente onorata dagli attuali inquilini del Sant’Agostino), dovrà farsi carico di debiti pregressi che – come sarà più chiaro domani – crescono col passare dei giorni e dei “decreti”.

Solo per una rapida infarinatura si tengano presenti le transazioni con Ecologia Oggi e Sorical, che solo grazie a competenti mediazioni si sono chiuse con sostanziosi ribassi nelle pretese (che comunque sono risultate “ingenti”), senza dimenticare l’atto ingiuntivo da mezzo milione richiesto dalla Lao Pools (società che, prima dell’interdittiva antimafia, gestiva il Servizio Idrico Integrato) e i tanti piccoli rivoli che messi insieme formerebbero un fiume cadaverico tipo il Gange (a proposito di acqua, sia chiaro che per anni è stata pagata una “bolletta” da 3milioni e 200mila metri cubi d’acqua a fronte di un consumo effettivo da 1milione e 100mila: chi doveva vigilare su questo spreco?).

Rimasugli di una politica “che fu” e che, almeno nel caso di questi 800mila euro, dal Comune tenteranno di arginare con la nomina di un avvocato chiamato, se non proprio ad annullare gli effetti del decreto, quantomeno a limitare i danni.

Paola – Malgrado il fiato “risparmiato”, Ferrari ha accumulato debiti grossi ultima modifica: 2018-09-18T18:56:18+00:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista Pubblicista dall'agosto del 2013, mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.