Stanti i rumors che aleggiano attorno alla politica locale, la città di Paola starebbe avviandosi verso un convulso periodo in cui tutto e il contrario di tutto potrebbero collimare, causando deflagranti scismi interni a coalizioni e partiti che rischiano di presentarsi all’attenzione dell’elettorato dilaniati da lotte intestine.

La configurazione che starebbe prendendo corpo in questo momento di fiacca post-estiva, recherebbe in seno diverse mappature plausibili, con addirittura 6 candidature cittadine tali da non consentire proiezioni stabili.

Il rebus più intricato riguarda l’elettorato di centrodestra, con almeno 4 papabili intenzionati a tentare l’assalto alla cittadella di Germaneto.

La situazione più “caliente” sarebbe tutta interna al gruppo attualmente rappresentato in consiglio comunale da Totonno Lo Gatto e Basilio Ferrari, con l’ex sindaco che – smanioso di concorrere per ogni scranno raggiungibile dalle urne – starebbe trattando addirittura con Fausto Orsomarso (a quanto pare non intenzionato a candidarsi per la prossima tornata). Ma i sogni di scalata dell’ex primo cittadino non riconfermato, potrebbero infrangersi dinnanzi alle presunte volontà di Lo Gatto che, a quanto pare stanco di reggere il gioco a quanti sinora si sono dimostrati controproducenti, avrebbe manifestato l’intenzione di scendere in campo in prima persona. Se così dovessero porsi le questioni, per Ferrari sarebbe assai ostico superare la concorrenza interna, perché le capacità attrattive del suo collega d’aula potrebbero rilevarsi fuori dalla sua portata. Sebbene Lo Gatto abbia sempre tenuto un profilo basso, il suo appeal elettorale s’è dimostrato granitico ed addirittura in crescita, ponendolo di fatto nella condizione “trainante” per un centrodestra ancora in cerca d’autore. Forse è per questa ragione che la loquacità telematica dell’ex primo cittadino è tornata a comparire con prepotenza sulle schermate dei social network, luogo dal quale le invettive contro l’attuale amministrazione comunale ormai non si contano più (anche se poi, laddove si dovrebbe dimostrare “realmente” il proprio peso, Ferrari risulta assente, come è accaduto ieri nell’aula “Lo Giudice”). L’ultima sortita del precedente referente amministrativo dell’ente riguarda la stagione estiva appena archiviata, un periodo che Ferrari ha così stigmatizzato: «In Città stagione turistica assai mediocre e addirittura peggiore di quella scorsa. Poche le idee e quasi tutte di qualità bassa o bassissima. Non si tratta soltanto della quantità di risorse investite che pure ovviamente hanno importanza, quanto pure di scelte sbagliate, assenza di identità, di capacità di motivazione dei residenti ed attrazione dei turisti, assenza totale di eventi di spessore. Ciò che traspare e’ come sempre la mancanza di una visione generale. Ovviamente la competizione non e’ all’interno del territorio ma del territorio verso il resto del mondo. Ma per far questo bisognerebbe pensare in grande…». Una critica forse funzionale a dare segni di vita altrimenti impercettibili, se non fosse per quel famoso ricorso i cui partecipanti sono diminuiti, passando da sette a tre soltanto (con un quarto nome cancellato all’ultimo momento, indice del fatto che – probabilmente – se fosse stato depennato a tempo debito, avrebbe potuto generare un pericoloso effetto domino negli abbandoni, lasciando solo un nome a farsi carico delle ingenti spese legali cui ognuno sarà soggetto una volta avviato l’iter al Tar di Catanzaro).

Fuori dall’ambito dei “Moderati per Paola”, gruppo consiliare sovrapponibile almeno per metà a Forza Italia, dalle altre parti del centrodestra si vociferano possibili interessamenti candidabili dei gruppi afferenti alle personalità di Lucio Sbano e Sergio Stancato, due pilastri elettorali che difficilmente potrebbero correre insieme e che, se dovessero scendere in campo su fronti diversi, spaccherebbero ulteriormente l’elettorato, riducendo notevolmente i margini di successo di ciascuno. Un’ulteriore iattura per Ferrari che, da sindaco non rieletto, da aspirante deputato non pervenuto e da ex candidato alla provincia sonoramente bocciato, vedrebbe inesorabilmente ridursi finanche le possibilità di far la voce grossa all’interno del suo partito (dove comunque, a livello regionale, ci sono “mostri sacri” da migliaia di voti a competizione).

Nel centrosinistra, a parte la quasi naturale investitura di Graziano Di Natale, non ci sarebbero spiragli di competizione locale, perché – al momento – nessuna personalità di rilievo sarebbe intenzionata a mettere i bastoni tra le ruote all’ex presidente della provincia, oggigiorno confermato consigliere nel Palazzo del Governo di Piazza XV Marzo a Cosenza e con il vento in poppa per la carica apicale incarnata in seno al consiglio comunale paolano.

Il sesto candidato dovrebbe infine sorgere dalle frange pentastellate, dove nessun tipo di accordo elettorale dovrebbe prendere corpo in coalizioni con altre realtà partitiche ferocemente osteggiate per Statuto.

Sebbene il clima attuale non sia tale da dar segni di surriscaldamento, è altamente probabile che l’autunno verso il quale sta avviandosi la politica paolana, potrebbe rivelarsi molto più rovente dell’estate appena trascorsa, una stagione in grado di mettere sulla graticola la pelle politica di molti camaleonti.

Paola – Quell’impellente necessità di correre per le regionali (6 candidati?) ultima modifica: 2018-09-04T12:26:44+00:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista Pubblicista dall'agosto del 2013, mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.