L’Asmev Calabria non ha bisogno di particolari presentazioni, tali e tante sono le opere e le azioni messe in campo a sostegno dell’integrazione tra popoli, che diventa davvero superfluo rimarcarle.

È un’associazione di medici volontari, camici bianchi con diverse specializzazioni e competenze, in grado di coprire una vasta gamma di patologie da curare.

È un gruppo di amici che, senza alcuno scopo di lucro, ha deciso di mettere a disposizione le proprie risorse a favore dei più deboli, degli ultimi del mondo che – per essere integrati – necessitano primariamente di un esempio, di un modello da seguire per tentare quantomeno di colmare le lacune “cognitive” in cui prolifera il disagio, quel malessere sempre più spesso alla base dei fenomeni migratori.

Aiutarli a casa loro” è una delle mission che i dottori dell’Asmev si sono prefissati; per questo capita sovente di raccontare delle imprese messe in atto in quei territori depressi dell’Africa da cui ogni giorno qualche disperato tenta di “scappare”.

Con l’apporto volontario dei propri appartenenti e grazie alla solidarietà di quanti hanno voluto credere nel progetto messo in atto, l’associazione è stata in grado di allestire centri di cura capaci di rispondere ad una delle emergenze più deflagranti per il boom dei flussi migratori, vale a dire la necessità di una sanità funzionante.

In Eritrea l’Asmev ha piantato un campo base divenuto, in breve tempo, un punto di riferimento per le popolazioni locali, infondendo un senso di sicurezza che, probabilmente, ha ridotto la necessità di pensare all’estero come soluzione per i problemi fisiologici della salute.

Una goccia nel mare? Tutt’altro.

Grazie a questo sistema è stato possibile creare una rete di relazioni, funzionale sia a comprendere l’entità delle criticità alla base del fenomeno che oggigiorno il governo affronta col divieto di sbarco, sia ad anticipare strategie d’accoglienza utili a non generare contrapposizioni nei territori ospitanti.

Perché l’Asmev lavora, e tanto, anche in Italia, dove – facendo un esempio – anche una semplice epidemia di raffreddore può diventare fatale per coloro che non hanno familiarità coi virus presenti nel Vecchio Continente.

Prevenzione, integrazione e sistematizzazione, concetti cardine che i medici volontari hanno trovato condivisi nel “Modello Riace”, quel sistema d’accoglienza che il sindaco Mimmo Lucano è riuscito a mettere in piedi diventando – come l’Asmev – modello da cui prendere spunto per una civile convivenza e una crescita comune.

Al primo cittadino del comune reggino, oggigiorno “macchiato” dall’onta dell’arresto, l’Asmev ha inteso esprimere la propria solidarietà, partecipando – con Roberto Pititto e Assunta Salineto – all’iniziativa organizzata per supportarne la posizione (costituzionalmente “in regola” ma, forse, “fuori qualche legge”).

Proprio di recente, il dottor Roberto Pititto – esperto nefrologo – sulle colonne del Marsili Notizie aveva espresso i propri timori riguardo la deriva populista assunta dall’amministrazione “giallo verde” alla guida del Bel Paese, proponendo una riflessione sulla nascita delle dittature estratto dalla Repubblica di Platone.

Una realtà che, purtroppo, con l’arresto di Mimmo Lucano – da più parti indicato come un diktat del ministro dell’interno Matteo Salvini – sembra non essere più tanto distante.

 

Ecco, secondo me, come nascono le dittature.

Esse hanno due madri.

Una è l’oligarchia quando degenera, per le sue lotte interne, in satrapia.

L’altra è la democrazia quando, per sete di libertà e per l’inettitudine dei suoi capi,

precipita nella corruzione e nella paralisi.

Allora la gente si separa da coloro cui fa la colpa di averla condotta a tale disastro e si prepara a rinnegarla prima coi sarcasmi, poi con la violenza che della dittatura è pronuba e levatrice.

Così la democrazia muore: per abuso di se stessa.

E prima che nel sangue, nel ridicolo.

Tratto da: Platone, La Repubblica – Cap. VIII

Paola – I medici volontari dell’Asmev stanno col sindaco Mimmo Lucano ultima modifica: 2018-10-06T10:59:35+00:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista Pubblicista dall'agosto del 2013, mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.