Dalla conferenza stampa organizzata stamane presso la Procura della Repubblica di Paola (in cui hanno preso corpo i dettagli dell’operazione “Merlino”), sono emerse tonalità che dipingono la realtà di un territorio che ha ancora molto da imparare.

Perché quando un sindaco finisce in carcere, è tutta la comunità che ne risente: dagli elettori ai cittadini, dalle generazioni più anziane ai bimbi in età scolare.

Per questo, come è stato più volte ribadito dal Procuratore, è stata necessaria una certa prudenza nell’eseguire le indagini che hanno portato a una caterva di arresti, per essere sicuri che l’ormai necessaria “rimozione chirurgica” del problema si potesse limitare ad un solo intervento “invasivo”.

Perché la drasticità della misura cautelare in carcere per un sindaco, un vicesindaco ed un assessore, è indice di una certa drammaticità della situazione, dove l’investitura istituzionale non sarebbe servita a tutelare interessi collettivi , in quanto “deviata” su appetiti particolari.

Perché se una gara d’appalto – indetta e risolta nell’arco di quattro giorni (con un’assegnazione presumibilmente “pilotata”) – rappresenta il sistema per «rilanciare il territorio»; allora è doverosa un’inversione di marcia.

Perché non può essere questo quel fantomatico «volano di sviluppo», a cui tanti fanno riferimento durante le loro arringhe di piazza. Non è immaginabile poter progredire se il mozzo stesso del famigerato volano, gira a scapito del motore per cui è congegnato.

Nel corso dell’appuntamento con la stampa, l’aspetto procedurale dell’intera operazione, è emerso in tutta la sua solidità sin dalla presentazione del Procuratore Capo di Paola – Pierpaolo Bruni – alla cui opera è stato indirizzato poi l’apprezzamento del Procuratore della Repubblica presso la Corte d’Appello di Catanzaro – Otello Lupacchini – il quale si è soffermato sulla necessità di avere adesso un confronto, tra accusa e difesa, dal quale trarre obiettive conclusioni.

Poi il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza – Marco Grazioli – insieme al Capitano della Compagnia di Paola – Paolo Marzano – hanno ricostruito le componenti generali del “sistema”, offrendo spunti dettagliati sul funzionamento dei vari comparti, costati – nel complesso – 7,5 milioni di euro.

Una cifra che, probabilmente, se fosse stata investita per dare realmente seguito alle promesse da campagna elettorale, si sarebbe tramutata in un lungomare decente, un depuratore all’avanguardia e magari anche in stabilimenti balneari capaci di competere con le realtà più affermate.

La realtà, almeno quella tangibile, è sotto gli occhi di tutti.

Per dare invece misura del livello etico, basta riferirsi a quanto documentato – e riportato in una delle 160 pagine dell’ordinanza – relativamente ad un evento di “ordinaria amministrazione” che ha visto interagire un amministratore e un dipendente (entrambi arrestati stamane).

«[L’AMMINISTRATORE] Chiedeva con tono minaccioso e perentorio al [DIPENDENTE] di attribuire a [DESTINATARIO DEL FAVORE] il predetto incarico professionale ed a fronte delle resistenze e perplessità avanzate dal [DIPENDENTE] lo minacciava che qualora non si fosse attivato nel senso sopra richiesto avrebbe paralizzato nella sua veste di [AMMINISTRATORE] del Comune di Fuscaldo tesa all’approvazione del [ATTO AMMINISTRATIVO], profferendo all’indirizzo del [DIPENDENTE] la seguente frase minacciosa: «… non devono rompere il cazzo se no Tu sai che faccio? mi metto in quell’ufficio […] e blocco tutto…».

Ovviamente nomi, cognomi e mansioni, nell’ordinanza non sono affatto secretati, la scelta di renderli “asettici” è determinata da una domanda di fondo: quanti sono i comuni, soprattutto quelli a queste latitudini, dove queste cose non accadono o non sono accadute?

Cui segue il quesito: se gli imprenditori onesti vengono sistematicamente condannati a perdere gare d’appalto e concessioni demaniali, se i professionisti più meritevoli vengono costantemente esclusi dalle procedure per assegnare incarichi, se il discrimine per ogni scelta è il tornaconto clientelare racimolato in campagna elettorale, come si può sperare in un salto qualitativo, capace di rendere gradevole la partecipazione alla vita sociale e di instillare un senso d’appartenenza a questo territorio?

Alla coscienza di ognuno è demandato il discernimento, che – almeno per quanto concerne le questioni “di democrazia” – può essere espresso mediante il voto.

Essere “conniventi” nella cabina e poi lamentarsi dell’attualità, è un’inclinazione che forse è necessario estirpare con operazioni talvolta traumatiche, che diano l’esempio (come il famoso “dito nel costato”) e aiutino a credere, ad avere fiducia in un’alternativa.

Comunque vada a finire, con l’operazione “Merlino” è stata concessa un’opportunità: che sia quella del cambiamento o della semplice introspezione, non è dato sapere. Tuttavia gli effetti benefici (tasse abbassate, servizi migliorati, opportunità maturate) registrati nei contesti dove la democrazia ha trionfato prima dell’intervento della magistratura, lasciano ben sperare.

Ora è tempo che la Magistratura istruisca le sue inchieste e che la Giustizia faccia il suo corso (chissà in quanti altri rivoli andrà ad incanalarsi e a quanti altri “modelli” – presenti e passati – andrà a fare le pulci) in seguito ci sarà l’occasione per determinarsi e fare delle scelte.

Paola – “Modello Fuscaldo”: 7,5 mln di pezzi montati (pure) con minacce ultima modifica: 2018-11-05T21:46:00+00:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista Pubblicista dall'agosto del 2013, mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.