A quasi due mesi di distanza, il sortilegio che pare avere avviluppato la comunità di Fuscaldo dopo gli arresti e le scarcerazioni operati nell’ambito dell’operazione “Merlino”, continua a produrre effetti.

In un’escalation di reazioni ed interventi, la quotidianità fuscaldese sta conoscendo un’attività inconsueta, dove ruoli e autorità sembrano confuse nel marasma di polemiche, richieste di dimissioni e prese di posizione che, oltre ad intorbidare ulteriormente le acque, non sembrano conoscere soluzione di continuità.

La storia, triste tanto per i personaggi coinvolti quanto per i protagonisti silenziosi di una realtà – qual è quella di Fuscaldo – che abbisogna di ben altri “interventi”, si basa sugli sviluppi di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Paola che, col magistrato Pierpaolo Bruni, ha messo a segno un colpo che ha portato al disvelamento di un “modello” sul quale ancora urge fare chiarezza.

La situazione è in perpetuo divenire, con il sindaco e altri due membri della giunta dapprima incarcerati e successivamente rimessi a piede libero, con la minoranza consiliare compatta nel chiedere un azzeramento funzionale a ridare ai cittadini l’autodeterminazione riguardo le modalità gestionali del comune, con la parrocchia scesa in campo a tutela degli amministratori e l’opposizione tutta a chiedere spiegazioni.

I ruoli istituzionali, a Fuscaldo, sembrano aver perso significato, coi preti divenuti giudici e i politici diventati giudici dei giudici, mentre i magistrati lavorano in sordina e il popolo che appare “spaesato”.

In questa confusione, è opportuno ricordare quanto accaduto ultimamente, con la minoranza consiliare scesa compatta in campo per “denunciare” un increscioso accadimento verificatosi durante la liturgia natalizia nella parrocchia del “Cariglio” (frazione del comune tirrenico).

Un prete, Don Mauro Fratucci, secondo i consiglieri Filella, Carnevale, Trotta (triade afferente al gruppo “Il Futuro che vogliamo”) e Leta (“Fuscaldo è noi”), avrebbe dapprima “assolto” il sindaco dalle accuse mosse dagli inquirenti e poi, con “nonchalance”, gli avrebbe addirittura concesso la parola dal pulpito della chiesa per ribadire la propria innocenza e affermare l’entità della presunta ingiustizia subita.

Ovviamente, la denuncia dei rappresentanti della filosofia politica avversa alla maggioranza ramundiana, è stata immediatamente stigmatizzata dal sindaco in carica, il quale ha inteso fornire la sua versione della particolare vicenda, ricostruendo quanto accaduto nella Chiesa di San Michele Arcangelo della frazione di Cariglio a Natale.

«CI STANNO PROVANDO ANCORA – è stato il maiuscolo esordio del primo cittadino in concomitanza con la pubblicazione della versione proposta dalla minoranza – ma, come sempre, sbatteranno contro il muro della verità e della realtà. Dispiace dover riscontrare un evidente tentativo, da parte della minoranza consiliare e di quella extraconsiliare, di strumentalizzare qualsiasi mio intervento, mettendomi in bocca parole e concetti mai pronunciati, né pensati. Il rispetto e la considerazione che ho verso la Magistratura, che giustamente sta svolgendo il proprio ruolo, non sono mai stati messi in discussione, anzi. In tutte le circostanze, ho espresso con serenità, e continuo a farlo anche ora, estrema ed incondizionata fiducia sia negli organi inquirenti, che in quelli giudicanti. Certo, mi professo innocente perché sento di esserlo, così come dice la mia coscienza pulita, che mi accompagna e così come dice la legge e la Costituzione italiana, a meno che non vorrebbero essere proprio le opposizioni ed i nostri avversari politici, con questi atteggiamenti denigratori, a volersi sostituire ai giudici. Ci sono poi altri aspetti, che fanno comprendere il clima di odio e di caos, che vorrebbero insinuare nella nostra comunità. Ma quello fuscaldese, purtroppo per loro, è un popolo troppo intelligente. Ad ogni modo, di queste ed altre cose, ne riparleremo domani. Con la sobrietà che ci ha sempre contraddistinti e senza cedere alle provocazioni di chi è stato bocciato da voi tutti e che ancora, a quanto pare, non ha ben compreso che, in democrazia, le elezioni si vincono con il vostro consenso e non gettando fango sulle persone oneste e perbene».

Quindi, l’amministratore rimesso in libertà dopo il pronunciamento del Tribunale del Riesame di Catanzaro (che lo ha lasciato comunque “indagato” dalla Procura di Paola che, probabilmente, intenderà renderlo prossimamente “imputato”), ha ribadito il suo concetto con un ulteriore intervento sulla pagina Facebook che ne connota l’attività di “Personaggio politico”.

«IL SANTO NATALE – è l’incipit nuovamente maiuscolo del sindaco – generalmente, dovrebbe predisporre la gente ad una maggiore serenità e ad un periodo di armonia e di pace interiore. Una consuetudine, questa, che si attua in tutto il mondo, tranne, probabilmente, che per alcune menti fuscaldesi. Non trovo, francamente, altre parole per descrivere l’atteggiamento di chi, in questi giorni, le sta provando tutte pur di gettare discredito verso la mia persona, verso chi mi sta vicino, verso la nostra amministrazione comunale, verso tutta la comunità di Fuscaldo e, per ultimo, persino verso il parroco della Chiesa di San Michele Arcangelo, don Mauro. Senza tener conto dei continui e preoccupanti tentativi, da parte della minoranza consiliare ed extraconsiliare, di offuscare la mia immagine nei confronti della Magistratura, strumentalizzando ogni mio dire e mettendomi in bocca parole mai pronunciate e né minimamente pensate. È dunque chiaro, che abbiamo a che fare con atteggiamenti, che hanno il solo fine di farci scendere in polemiche e diatribe, che non ci appartengono e che, ne sono certo, non interessano nemmeno a voi, visto che con la politica non ci siamo arricchiti e né ci arricchiamo. Né ci abbiamo campato e né ci campiamo oggi».

Alla ricostruzione della minoranza si sono opposti, attraverso una lettera “collettiva”, i parrocchiani di Don Mauro, che hanno riproposto una versione dei fatti che dovrebbe smentire quella proposta da Filella, Carnevale, Trotta e Leta. Anche se – di fatto – è più che altro un atto d’accusa contro i “miscredenti” rei dell’abbandono della liturgia, lontani dal credo che ha tenuto al loro posto tutti gli altri. Non una parola su quanto detto dal prete durante la liturgia e men che meno un cenno a ciò che avrebbe detto il sindaco parlando ai fedeli.

Questo il testo della loro lettera: « Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1, 1, 18). La Parola diventa carne, si fa Uomo; Dio attua un intervento radicale e definitivo per salvare l’umanità. Il significato ultimo della ricerca del Verbo da parte di un buon cristiano, è l’incontro con Dio attraverso la persona di Gesù. Il senso di tutto è in quell’incontro. Un Verbo che è luce e vita; è nuova legge per la salvezza dell’uomo; è nuova alleanza fra Dio e l’umanità. Di questa nuova legge, di questa nuova alleanza, di questa luce divina si è parlato tra le mura della nostra amata Chiesa di paese, la mattina di Natale, durante la celebrazione eucaristica, come confermato dai noi parrocchiani presenti. Da buon prete, il nostro Don Mauro ha assolto al suo compito anche il suddetto giorno, proclamando e spiegando la Parola di Dio ai suoi fedeli. Una comunità, quella di Cariglio, che professa la propria fede, il proprio credere, attraverso la partecipazione e compartecipazione assidua alle celebrazioni religiose ed alle iniziative cristiane. Una comunità da sempre educata al rispetto del mistero ecclesiastico. Una comunità di cui è parte integrante il parrocchiano Gianfranco Ramundo, nato e cresciuto in questa piccola frazione. Concittadini che sono sempre felici di ricevere gli auguri di un sereno Natale anche dall’amico, dal fratello, dallo zio, che è guida del nostro Comune. E proprio il radicato rispetto della tradizione cristiana e dei valori che la rappresentano è garante del nostro credere: credere nel mistero divino, nei valori positivi e comunitari e nelle istituzioni. Nessun motivo, dunque, per abbandonare la serena e sentita celebrazione. Noi siamo credenti. I miscredenti abbandonano».

Ora s’attende la reazione dei primi “testimoni”.

Fuscaldo – «Miscredente» chi lascia l’omelia. Scatta la “difesa Ramundo” ultima modifica: 2018-12-31T10:03:02+00:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista Pubblicista dall'agosto del 2013, mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.