Dall’abbraccio litigioso alla stretta di mano.

Si conclude così, almeno sul piano delle relazioni personali, una delle pagine più controverse dello sport cittadino, quella su cui è scritta la cronaca di una zuffa divenuta– in pochissimo tempo – argomento di delegittimazione delle persone coinvolte e stigma per un’intera comunità.

Paolo Romagno e Andrea Sciammarella, seduti allo stesso tavolo, hanno allungato nuovamente le mani, questa volta solo per stringersele, a testimonianza di un’intesa che, così come accade in chiesa ad ogni messa, reca i tratti del “segno di pace”.

Malgrado lo scontro che li ha visti coinvolti durante il “derby” tra le rappresentative della categoria “Giovanissimi” del calcio locale, i due adulti sono apparsi immediatamente in sintonia, provvedendo ad una riappacificazione che lo scatto “in esclusiva”, concesso alla Testata che per prima s’è occupata della vicenda, testimonia al pari delle altre persone presenti.

Non solo Romagno e Sciammarella nella sala della Pizzeria “Il Pavone”, ma anche José Grupillo, amico fraterno di entrambi e propiziatore del gesto pacificatorio.

Figlio di una delle bandiere calcistiche più note negli ambienti cittadini, Grupillo s’è attivato affinché si potesse giungere ad un risultato concreto, capace di ripristinare i canoni di una normalità purtroppo compromessa, tanto dalla lite in “mondovisione”, quanto dal seguito di opinioni velenose che sono state riversate sul contesto in cui è maturato l’accaduto.

da sinistra: Andrea Sciammarella, José Grupillo e Paolo Romagno

«Perché tali situazioni non abbiano a ripetersi mai più – ha commentato Grupillo – è necessario che ognuno s’assuma le proprie responsabilità, prima fra tutte quella di educare al rispetto verso il prossimo le nuove generazioni, evitando anche di ledere l’immagine di un’intera comunità che, per un accadimento incidentale, s’è vista appioppare opinioni poco lusinghiere un po’ da ogni dove. Ritengo che in questa circostanza, a parlare debbano essere i fatti, vale a dire atti dotati di quelle condizioni di tangibilità che risultino incontestabili e facilmente interpretabili da ognuno. Il fatto di oggi consiste nella stretta di mano tra due cittadini paolani, un gesto distensivo che, oltre all’apprezzamento tra le parti, necessita di condivisione. Sarebbe opportuno che questo messaggio giungesse soprattutto a coloro che saranno i protagonisti del futuro, i giovani cui, oltre alle scuse per un atto senza spiegazioni, dev’essere rivolto l’incoraggiamento a non fermarsi, per continuare a credere nei valori che lo sport aiuta ad allenare e a mettere in pratica nella vita di tutti i giorni. Mi auguro che questa stretta di mano abbia un effetto duraturo, soprattutto sul fronte della responsabilizzazione personale e della valorizzazione dei lavori collettivi, il cui successo dipende soltanto dalla capacità di ammettere i propri errori e correggerli».

La speranza è che tale segnale distensivo possa fungere da esempio per tutti, soprattutto per i tanti ragazzi che – in questa vicenda – hanno rischiato di veder naufragare il buon senso e l’educazione sotto i colpi della più cieca irrazionalità.

Paola – Zuffa allo stadio: Romagno e Sciammarella si stringono la mano ultima modifica: 2018-12-11T00:19:20+01:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista Pubblicista dall'agosto del 2013, mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.