La requisitoria con cui il Pubblico Ministero del Tribunale di Paola, Maria Francesca Cerchiaria, ha concluso l’iter accusatorio a carico degli imputati coinvolti nel processo scaturito dal sequestro dell’ex mattatoio di Fuscaldo, ha prodotto tre richieste d’assoluzione ed una di condanna.

I professionisti coinvolti nel procedimento sono stati i veterinari Giuseppe Bruno, Ercole Morello e Gianfranco Pascale, con un quarto imputato, Peppino Pastura, rinviato a giudizio perché titolare dell’impresa su cui, nel 2013 quando, si è concentrata l’attività investigativa del nucleo Ambiente della Procura di Paola, da cui era emerso che i capi macellati nel mattatoio di Fuscaldo sarebbero stati diversi centinaia all’anno.

Mentre per i tre camici bianchi l’accusa ha chiesto l’assoluzione, per il quarto imputato sono stati chiesti due anni di reclusione per inosservanza delle norme relative alla sicurezza sul lavoro.

Dal verbale redatto all’epoca delle indagini era emersa «una situazione altamente deficitaria sotto il profilo della sicurezza sui luoghi di lavoro e della igienicità e salubrità dei prodotti di macellazione animale ottenuti dall’azienda, evidenziando inoltre palesi omissioni, manchevolezze e inottemperanze pregresse a doveri ispettivo-istituzionali, da parte dei tre coindagati Morello, Pascale e Bruno. Veterinari in servizio presso la stessa Asp che da tempo avevano relazionato ed erano a vario titolo intervenuti nelle vicende di gestione del mattatoio, già sottoposto a chiusura coattiva per le medesime problematiche di gestione e lavorazione carni nel maggio del 2006».

Scandagliando le bolle di smaltimento delle carcasse degli animali, gli inquirenti avevano scoperto che la media annua superava i 700 capi, il ché significava che nel mattatoio di località Maddalena, dopo la chiusura di gran parte di altri macelli della zona, il bestiame sarebbe provenuto da un’ampia fascia di territorio, finendo – probabilmente – sui banconi alimentari del comprensorio (senza escludere la possibilità che i prodotti possano aver raggiunto altre aree della Calabria).

Quindi, le contestazioni a carico degli imputati sono state inquadrate nell’omissione di atti d’ufficio; omessa denuncia di reato; omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul luogo di lavoro e carenza igienico- sanitarie della struttura.

Malgrado ne sia stata chiesta l’assoluzione, la posizione più critica è parsa comunque quella del dirigente del servizio Veterinario, Giuseppe Bruno che, stante ciò che sarebbe stato accertato dai Nas e dai carabinieri della stazione di Praia a Mare, avrebbe prodotto anche un «atto materialmente ed ideologicamente falso» «all’evidente scopo di mascherare le sue responsabilità omissive per i mancati interventi di sua stretta competenza, riguardo le condizioni fatiscenti e inappropriate del mattatoio di Fuscaldo».

Il prossimo passaggio in aula è stato fissato per il 27 febbraio, quando in aula s’assisterà alla discussione da parte degli avvocati della difesa ed eventuale contestuale sentenza. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati: Franz Caruso, Alessandro Gaeta, Nicola Rendace, Franco Iovine, Carmelina Pepe Grosso e Beniamino Iacovo.

Fuscaldo – Ex Mattatoio: chieste assoluzioni solo per i tre veterinari ultima modifica: 2019-02-14T10:05:29+00:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

About 

Giornalista Pubblicista dall'agosto del 2013, mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.