Nota diramata dalla LAV Vibo Valentia  (Lega Anti Vivisezione)

In occasione dello Sciopero Globale per il Clima – Global Strike for Future – organizzato il 15 marzo in tutto il mondo sull’appello della giovanissima Greta Thunberg e degli studenti che sostengono Friday For FutureLAV Vibo Valentia ha organizzato un tavolo informativo a Vibo Valentia, su Corso Vittorio Emanuele III (all’altezza di piazza Luigi Razza), dalle 16 alle 20, con la partecipazione di Legambiente e WWF, per sostenere un intervento deciso e urgente della politica sui cambiamenti climatici in atto, che rappresentano un’emergenza globale e locale in grado di condizionare pesantemente il futuro del Pianeta e della sua popolazione, umana e non umana.

Al nostro tavolo sarà anche possibile firmare la petizione europea  END THE CAGE AGE per l’abolizione delle gabbie negli allevamenti intensivi, i quali, oltre a costringere in condizioni indicibili milioni di animali, sono causa di pesanti emissioni di gas serra nell’atmosfera.

LAV SOSTIENE CHE LA SOLUZIONE PIÙ INCISIVA E ALLA PORTATA DI TUTTI, PER CONTRASTARE I CAMBIAMENTI CLIMATICI, È CAMBIARE MENU (www.cambiamenu.it).

Troppo spesso ci si dimentica di quanto ingente sia il contributo del consumo di carne, pesce, uova e latticini all’inquinamento e alle emissioni climalteranti. Cambiare il nostro modello alimentare è non solo necessario, ma fondamentale, per salvare il Pianeta e i suoi abitanti”.

Il cambiamento climatico è un’emergenza globale che deve essere affrontata presto e con decisione, prima di raggiungere il punto di non ritorno. Per rispondere all’imperativo, riconosciuto ormai non solo dagli scienziati ma anche da gran parte della politica e delle istituzioni internazionali, la sede LAV Vibo Valentia  partecipa oggi a Vibo Valentia  e in altre 19 città allo Sciopero per il Clima, manifestazione che ha visto scendere in piazza – in tutto il mondo – studenti e società civile.

Anche Greta Thunberg, la giovane attivista che ha avviato questa mobilitazione, è vegana. Seguire il suo esempio, per salvare il clima, vuol dire anche intervenire sulla nostra alimentazione quotidiana e salvare moltissime vite animali. Per questo, non abbiamo esitato a sposare questa importante battaglia, per il Pianeta e tutti i suoi abitanti, umani e non” dichiara LAV.

Con lo slogan “Il clima lo cambi tu, cambia menù”, i rappresentanti dell’associazione portavoce degli animali, vogliono indicare la necessità assoluta di ripensare oggi il nostro comportamento a tavola, per garantire un futuro alle prossime generazioni.

Come è noto, l’ultimo rapporto dell’IPCC (Intergovernamental Panel on Climate Change) conferma ancora una volta come i cambiamenti climatici siano causati dalle emissioni di gas serra generate dalle attività umane. Il rapporto ha quantificato il “bilancio del ciclo del carbonio” (carbon budget) globale, vale a dire la quantità di gas serra che possiamo ancora emettere senza determinare conseguenze catastrofiche e irreversibili. Se le emissioni non subiranno presto drastiche riduzioni, il mondo procederà rapidamente verso il superamento di questo limite. 

A supportare questo timore, contribuisce anche la previsione che – sulla base dei consumi attuali e della loro possibile evoluzione – fra 30 anni carne e latticini si saranno mangiati l’81% del carbon budget residuo. Le prime 5 aziende mondiali del ciclo di “produzione” di carne e latte emettono già oggi più C02 di quanta ne emettono singolarmente il Regno Unito, l’Australia, la Francia (1). Come spiega, in modo semplice e incontestabile, Greta Thunberg “if the emissions have to stop, we have to stop the emissions”.

 “Abbandonare i cibi di origini animale è una soluzione praticabile da subito, per ridurre le emissioni. I benefici di una scelta simile non hanno a che fare solo con il clima – precisa LAV – secondo uno studio dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), in Italia oltre il 75% delle emissioni di ammoniaca nell’aria è prodotto dagli allevamenti intensivi. Oltre al suo potenziale sanitario specifico, l’ammoniaca è uno dei principali precursori della formazione di particolato in atmosfera. In altre parole, gli allevamenti, in Italia, rappresentano la seconda fonte inquinante rispetto alla concentrazione del PM 2,5, la frazione più pericolosa per la salute delle polveri sospese. Paradossalmente, l’attuale normativa non prevede limiti di emissione per l’ammoniaca dagli allevamenti”.

La riduzione delle emissioni causate dal sistema alimentare attuale deve essere una priorità nei negoziati internazionali e nelle pianificazioni nazionali, perché tale sistema contribuisce con un impatto fortissimo anche all’impiego di risorse tanto preziose quanto finite.

Un recente studio dell’Università di Oxford, informa infatti che carne, acquacultura, uova e latticini utilizzano l’83% delle terre coltivate del mondo, ma forniscono solo il 37% delle proteine e il 18% delle calorie. La stessa ricerca comunica come il passaggio dall’alimentazione attuale ad una che escluda i cibi di origine animale avrebbe un potenziale di trasformazione tale da ridurre la superficie dei terreni coltivati del 76%, vale a dire di un’area equivalente agli Stati Uniti, la Cina, l’UE e l’Australia messi insieme, riuscendo comunque a nutrire il mondo (2).

La campagna #SolveDifferent del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UN Environment) ci dice che per produrre un hamburger con pancetta e formaggio sono necessari circa 3.140 litri d’acqua. Impiegando per la stessa ricetta carne bovina, si consumano invece 2.500 litri; e ancora, tre fette di pancetta equivalgono a 408 litri e il formaggio a 151 litri. Un burger 100% vegetale o uno vegetariano, informa invece UN Environment, consumano dal 75 al 95 % in meno rispetto a uno di manzo, causano l’87-90 % di emissioni in meno e utilizzano dal 93 al 95 % di terreno in meno (3).

“I dati parlano forte e chiaro ed è inutile indugiare, come ripetiamo da 10 anni con la campagna Cambiamenu. Ci rivolgiamo soprattutto, ma non solo, alle nuove generazioni e a chi sostiene di tenere all’ambiente e al futuro del Pianeta ma non cambia abitudini a tavola – conclude LAV – per il clima bisogna cominciare dalle nostre abitudini e optare per l’unica alimentazione davvero sostenibile per il Pianeta, quella priva di ingredienti animali.”

Cambiare menu e orientarsi con decisione verso un’alimentazione vegetale ormai è semplice, la varietà di cibi è infinita e ricca e rappresentala soluzione più potente il futuro Pianeta: perché “il clima lo cambi tu”.

LAV partecipa allo Sciopero per il Clima con le sue sedi locali e punti di riferimento di: Torino, Asti, Verbano-Cusio-Ossola, Bergamo, Milano, Rho, Mantova, Oltrepo’ Pavese, Pordenone, Trieste, Venezia, Padova, Rovigo, Vicenza, Bassano del Grappa, Verona, Bologna, Modena, Carmagnola, Firenze, Lucca, Roma, Bari, Vibo Valentia, Catania.

Per informazioni: LAV VIBO VALENTIA – Tel. 333-4544326 / email: lav.vibovalentia@lav.it

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Note

(1) https://www.grain.org/article/entries/5976-emissions-impossible-how-big-meat-and-dairy-are-heating-up-the-planet

(2) Science 01 Jun 2018, J. Poore, T. Nemecek Reducing food’s environmental impacts through producers and consumers Department of Zoology | School of Geography & Environment; The Queen’s College, University of Oxford (Pag 18/19; Equivalenze da The Guardian) https://josephpoore.com/

(3) https://www.facebook.com/unenvironment/posts/10157258528860712

Calabria – La LAV di Vibo aderisce allo sciopero “Global Strike for Future” ultima modifica: 2019-03-15T11:32:41+01:00 da Redazione
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