È cronaca di ieri il fatto che, nel processo in corso a carico di un padre diamantese accusato di maltrattamenti aggravati nei confronti di moglie e figli, il giudice abbia accordato la richiesta – formulata dal legale dell’uomo – di far allontanare dall’aula coloro che non si fossero costituiti in giudizio.

Nella fattispecie, l’avvocato Francesco Liserre ha contestato la presenza di membri dell’associazione “La Ginestra”, facendo presente che «Pur potendosi costituire nel processo, nei termini e nei modi di legge, non l’ha fatto e, finora, la sua presenza in aula accanto alle vittime del reato, è stata tollerata solo per mera cortesia. Pertanto, trattandosi di un processo celebrato a porte chiuse, per come espressamente richiesto dall’avvocato Marilyn Silvestri, difensore della costituita parte civile, l’associazione non può, per alcun motivo, essere ammessa a restare in aula, non avendo alcun diritto e dovere di intervenire, per come espressamente previsto dalla legge».

A stretto giro è giunta la presa di posizione di Marilyn Silvestri, legale della donna vittima di violenza: «Innanzitutto nessuna tensione – ha chiarito l’avvocatessa – per l’allontanamento della presidente della Ginestra l’avvocato Teresa Sposato, dall’aula in quanto è stato fatto ciò che prevede la legge in caso di audizione protetta che avevamo richiesto noi trattandosi dell’escussione di minori. La Ginestra, in quanto sportello antiviolenza che fornisce anche tutela giuridica era presente attraverso la mia difesa perché io faccio parte del team legale. L’avvocato Liserre ha affermato anche di aver tollerato per “mera cortesia” la presenza dell’associazione, ma anche questa affermazione è inesatta perché né si può parlare di tolleranza, né spetta all’avvocato di controparte decidere chi può e chi non può assistere all’udienza».

La legale ha inoltre specificato che la mancata costituzione di “parte civile” da parte dell’associazione «È dovuta semplicemente al fatto che in virtù della delicatezza della vicenda e proprio perché La Ginestra non cerca pubblicità ma vuole solo aiutare le donne vittime di violenza, ha inteso non costituirsi parte civile. La signora si è rivolta allo sportello La Ginestra e in particolare all’avvocato Teresa Sposato che ha approntato la difesa della donna insieme al team di avvocati dello sportello di cui faccio parte, quindi anche se non presente formalmente, nella sostanza La Ginestra è parte del processo».

A tal proposito, per la donna presunta vittima di violenza: «l’allontanamento dall’aula dell’avvocato Sposato in qualità di presidente della Ginestra, non le fa sentir meno la vicinanza della professionista che la segue sin dal primo momento in cui si è rivolta allo sportello e che le ha dato la forza e il sostegno per portare avanti la sua battaglia».

Dallo sportello de “La Ginestra” hanno infine fatto sapere che per quanto si voglia tentare di sminuirne il ruolo, «anche se non parte formale del processo, sarà sempre al fianco della donna e dei suoi figli vittime di violenza».

Paola – Processo a padre accusato di maltrattamenti: “La Ginestra” spiega ultima modifica: 2019-03-16T10:28:32+01:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista Pubblicista dall'agosto del 2013, mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.