Controreplica di Marta Perrotta alla lettera del Sindaco di Paola, Basilio Ferrari

Preg.mo Sig. Sindaco, Le indirizzo la presente al fine di rappresentarLe quanto dispiaccia assistere per l’ennesima volta al sorgere di scambi tanto duri tra gli uomini delle istituzioni locali e i familiari delle vittime innocenti della ‘ndrangheta paolana. E dispiace ancora di più se penso che tutto questo nasce da un equivoco di fondo: l’eccessiva immedesimazione che i sindaci che si sono succeduti alla guida della nostra città, avvertono con l’istituzione che hanno il compito di rappresentare. Non mi pare, francamente, che la lettera della sig.ra Cilento giustifichi i toni e i contenuti della Sua risposta. A me pare che la sig.ra Cilento chieda che le istituzioni (non i partiti d’appartenenza del sindaco) assumano in prima persona l’onere di preservare la memoria dei morti uccisi dalla mafia. Con tutto il rispetto per chi oggi come ieri siede sulla poltrona più alta del Sant’Agostino, il punto è che condizione affinché il ricordo delle vittime diventi monito per le generazioni future, è che la Città si faccia carico di tutte quelle iniziative necessarie a instillare nelle giovani generazioni una mentalità nuova, che parta dalla consapevolezza della brutalità dei valori che informano le attività mafiose, in contrapposizione ai valori di democrazia, giustizia, uguaglianza, solidarietà che, invece, dovrebbero sottendere la quotidianità di tutti gli italiani, non foss’altro che per il fatto che tali sono i valori dettati dalla nostra Costituzione. Tutto questo non può essere affidato solo a soggetti privati – quali anche in partiti rimangono, anche laddove esprimano un sindaco – ma deve passare alle future generazioni sotto l’egida del Comune e non sotto la bandiera di un partito o di un’associazione. Perché, vede, sig. Sindaco, come Lei ben sa, il Suo mandato è a termine. E allora, cosa accadrà quando sullo scranno che Lei oggi occupa, siederà una persona meno sensibile di Lei? Tocca forse a me ricordarLe il recente passato? Quello che la vedova Maiorano Le chiede è di lasciare un’eredità importante e ineludibile a chi verrà dopo di Lei. Quanto alle rimostranze mosse all’associazione nella quale ho l’onore di militare, mi spiace che anche in questo caso sia sorto questo equivoco: nella mia qualità di moderatrice dell’iniziativa, L’avevo chiamata a ribadire, di fronte al pubblico, l’impegno che aveva a Suo tempo assunto con noialtri in privato ossia quello di promuovere l’intitolazione della piazza antistante il Tribunale di Paola alla Memoria. La prego di dedicare un paio di minuti all’ascolto delle parole che sul punto sono state pronunciate. Nella speranza di avere contribuito a diradare dubbi e incomprensioni, La saluto cordialmente.

Marta Perrotta

 

About Francesco Frangella

Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

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