olivaSi è svolta giovedì 4 luglio l’udienza che vede imputati l’imprenditore amanteano Cesare Coccimiglio e altre quattro persone, accusate di disastro ambientale, il primo dopo aver interrato rifiuti tossici nell’alveo del fiume Oliva, ad Amantea, e gli altri, per essere proprietari dei terreni in cui gli stessi rifiuti sono stati  interrati.

Già il 16 aprile il gup di Paola aveva accettato le richieste di costituirsi parte civile dei comuni di Amantea, San Pietro in Amantea e Serra d’Aiello, rigettando invece la richiesta da parte di WWF, Legambiente Calabria, il Vas, l’associazione Anpana e del Comitato Civico Natale De Grazia, che da anni si batte per avere la bonifica della vallata inquinata.

Oltre alle suddette associazioni, hanno fatto richiesta di costituirsi parte civile molte persone che abitano ai confini del fiume Oliva, e loro familiari, in quanto si pensa che ci sia un palese collegamento tra la percentuale di tumori e malattie gravi degli abitanti della zona, con l’inquinamento ritrovato.

Ricordiamo infatti che nell’alveo del fiume Oliva, sono stati rinvenuti rifiuti contaminati da metalli pesanti, idrocarburi e da Cesio 137, un radionuclide artificiale.

Per sapere se le richieste delle associazioni e delle persone interessate verranno accolte, dovremo aspettare il prossimo 2 ottobre, altra data del processo. Fino ad allora saranno accettate altre richieste di costituirsi parte civile da parte di tutti coloro che riterranno di aver contratto gravi malattie – o da parte di familiari di persone purtroppo già decedute –  a causa dell’interramento dei rifiuti tossici.

Processo Fiume Oliva: molte le richieste di costituirsi parte civile ultima modifica: 2013-07-08T17:58:29+02:00 da Asmara Bassetti