«Abbiamo adottato – dopo la fase di studio e di attività che abbiamo messo in campo – uno strumento che è quello che prevede, per Trebisacce e Praia a Mare, una sorta di Pronto Soccorso in grado di creare una risposta importante per questa parte di territorio».

(Giuseppe Scopelliti, Presidente della Giunta Regionale della Calabria, Diamante, 11/09/2013)

 

«Ci stai facendo morire, ma cose da pazzi! “Pappaga**o”! Hai chiuso il Pronto Soccorso a Praia! Non c’è il Pronto Soccorso a Praia! Forse vivi in un’altra Regione! Vivi sulla Luna! Sulla Luna vivi! “Farabu**i”! “Paglia**io!”»

(Contestatori del Presidente Scopelliti in pubblica piazza, Diamante, 11/09/2013)

 

Per visionare questo “battibecco” basta cliccare su questo link, dove – grazie all’integralità della “performance” – ognuno potrà farsi un’idea relativa al fatto di cronaca del quale oggi bisogna tener conto –> A Praia a Mare un uomo è morto per un malore curabile in un Pronto Soccorso funzionante. A Praia a Mare – è evidente – uno Shock Anafilattico, è un male incurabile. Quindi, a questo punto v’è da porsi due domande:

1) “Ma questa è la risposta importante per quella (Praia e costa settentrionale tirrenica) parte di territorio?”

2) “Ma in questo territorio (Paola) le cose, come vanno?”

 

Ovviamente nessuna croce deve issarsi per cercare un messia da punire, a questo punto non è sul livello personale che bisogna scendere, ora bisogna capire qual è l’idea di riferimento. Se è l’idea del “sorridiamo, va tutto bene, diciamo questo perché sennò i turisti non vengono”, che almeno ce lo dicano chiaramente. Si liberino del peso che portano in corpo, lascino uscire dalle loro labbra i motivi per i quali continuare a pensare che – in Calabria –  vada “tutto bene”.

Ma questo non è un processo alle intenzioni. È il tentativo di comprendere la modalità amministrativa che, a tutti i livelli, governa le nostre vite calabresi. Un modello un po’ troppo “Reggio” per questa parte di Calabria.

Perché altrimenti non si spiega la morte di un uomo per shock anafilattico, dovuta all’assenza della figura dell’anestesista nel “Pronto Soccorso” di Praia a Mare che ha costretto i sanitari a tentare la via per Lagonegro, laddove c’è un Ospedale, nei suoi reparti, funzionante.

Un uomo è morto per la puntura di un insetto. “Tragica Fatalità” o “Male Incurabile”?

Ovviamente la propensione automatica dispone l’animo verso la “tragica fatalità”, fattore che sarà abbondantemente adoperato nelle argomentazioni “politiche” a eventuale commento di questa vicenda. Tuttavia, disinnescando l’istinto di conservazione che porta a credere nell’immagine di una Regione efficiente, l’ipotesi “male incurabile” diventa meglio assumibile come visione della Realtà.

Perché un Ospedale degno di questo nome, dotato del fantomatico reparto del Pronto Soccorso, dovrebbe consentire a chiunque di non morire all’istante per la puntura di un insetto.

A Praia a Mare, la puntura di un insetto è un “male incurabile”. Questa è comunque una risposta importante. Adesso sappiamo che, se dovessimo trovarci a percorrere un sentiero lungo il fiume Lao o ci stessimo affacciando sul panorama dell’isola di Dino, se in questa parte di territorio dovesse pungerci un insetto, dovremmo andare immediatamente all’ospedale di Lagonegro.

Ottima risposta, sia sul piano sanitario che sull’immagine turistica.

Scorrendo la cartina geografia e spostandosi sull’asse meridionale della costa cosentina si incontra Paola, di cui è superfluo parlare dell’aspetto sanitario  (tanto le risposte importanti sono state date), perché meglio rappresentativo è l’aspetto amministrativo che, ispirato dal vento reggino, continua a riservare sorprese.

Ora è guerra sulle interpretazioni. Come le coppie ormai ai ferri cortissimi, tra la maggioranza ed una parte della minoranza che governano (e non governano) la Città di Paola, è ormai questione di avvocati che in tribunale interpretano parole,  consigli, accorgimenti e indicazioni.

Come Kramer contro Kramer, Rocky ed Ivan Drago, Bush e Saddam (coppie nel cui contenzioso sono perite e risorte le speranze di una normalità necessaria) nella vicenda che contrappone l’Amministrazione Ferrari al resto alternato delle minoranze consiliari, si registra un altro colpo di scena: il Piano Strutturale Comunale.

Questo è un contenzioso venutosi a creare sul piano del “Modello Reggio”, perché Basilio Ferrari ha annullato il precedente Piano in quanto è stato dato atto ad una decisione della “Commissione Regionale Urbanistica” (che fa quindi capo all’Ente amministrato da Giuseppe Scopelliti) che lo ha definito “non vigente”. Chissà come si pronuncerà il T.A.R. allorquando, in maniera scevra da condizionamenti di parte, deciderà.

A tutto ciò si somma una obbligata paralisi amministrativa che sta trasformando la Città di San Francesco (Patrono della Calabria e Taumaturgo), in una città dove al ronzio delle sentenze seguirà presto qualche puntura alla quale l’economia reale non potrà contrapporre un antidoto.

Con l’edilizia ferma e l’economia ingessata in una richiesta di dissesto, Paola rischia di spegnersi come quel malato “incurabile” per la sanità deliberata da Scopelliti.

Anche qui, un’ottima risposta e proposta ai turisti ed agli investitori.

È questo il modo di voler bene alla Calabria? È questa l’idea di riferimento giusta?

«Ci state (o non ci state) facendo morire», dal “ Modello Reggio ” al P.S.C. di Paola ultima modifica: 2013-09-20T11:59:15+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.