Prima la notizia buona o quella cattiva? Quella intermedia tra le due, la notizia “media”, potrebbe essere un buon inizio.

Allora, la notizia media sta nel fatto che la protesta per manifestare il disagio derivante dallo stato d’abbandono, di organizzazione e di posa del cantiere incriminato, è stata degnamente rappresentata dai cittadini. O meglio, dagli abitanti di Paola immediatamente adiacenti allo “svincolo della vergogna”. Coloro i quali soffrono per i disagi di un grosso cantiere a cielo aperto che contagia inevitabilmente ogni attività “vitale” intorno a se. Gli altri cittadini presenti erano in un numero tale da potersi definire le macchie che Bersani è riuscito a scucire dalla pelliccia del Giaguaro. Poche, o più galantemente, non abbastanza.

La “prima” della protesta non è stata da record d’incasso di consensi, tuttavia ha margini di importanza tali da poterne pianificare delle “repliche” più corpose. Questo dipende dalle interpretazioni che verranno date alle restanti due notizie: la buona e la cattiva.

La buona notizia sta nel fatto che, quando il popolo si organizza in un movimento cristallino, i politici ed i dirigenti rispondono. Grazie all’impegno di Raffaele Grassia, figura apicale del “comitato lavori incompiuti – bivio ss 18”, scevro nella forma da condizionamenti politici di parte, è stato possibile incontrare e sentire gli autorevoli pareri dei dirigenti dell’Anas (nelle persone dell’Ing. Marzi e del dirigente Giuseppe Scanni)  e, finalmente, del Sindaco Ferrari.

Perlomeno adesso è certo che da lunedì, la farraginosa macchina burocratica atta allo scioglimento dei nodi asfaltati, sarà attiva. Adesso è certo che con la determinazione della pacatezza, il popolo può dialogare e lamentarsi con coloro troppo spesso visti come distanti dalle istanze, al meridione addirittura considerati come “inavvicinabili”. Cosa modesta ma talmente “migliore” rispetto alla bruttezza della notizia che segue da poter essere definita “buona”.

L’ultima notizia è in realtà declinata in due gradi: la brutta e la pessima. La brutta notizia è che i lavori, così come sono stati prospettati dai dirigenti dell’Anas, riprenderanno non prima della metà del prossimo anno. Perché disdicendo il contratto con l’attuale impresa deputata ai lavori (la ATI Incabit-Zurlo), sarà necessario emanare un nuovo bando per “completamento lavori” che, nonostante abbia già il previsto budget di 200.000 euro, si svilupperà in un arco temporale superiore ai 140 giorni. Quindi ben insabbiato nelle ultime mensilità (se va bene) del 2014!

La pessima notizia invece è quella più scoraggiante. Trattandosi di un’occasione per ricostruire una verginità politica mai posseduta, alcuni personaggi che animano la vita stampata dei nostri quotidiani, hanno pensato di approfittare del generale andazzo di protesta per agire comportandosi da perfetti maleducati. Strumentalizzando la genuina protesta in corso, alcuni figuranti del panorama politico locale hanno pensato che, uscendo dagli schemi della civiltà, avrebbero acquisito quel consenso popolare necessario a far parlare di loro. Se la protesta viene strumentalizzata diventa inefficace. Questa è la pessima notizia.

A questo punto la morfologia della questione è chiara, senza bandiere divisorie la protesta andrà avanti ed avrà un esito positivo, senza velleità individuali vincerà “la” politica, del e per il popolo. Ai processi per gli errori e alle eventuali condanne, penserà la magistratura mentre il momento successivo, riservato alle “nuove” scelte, sarà quello che verrà cristallizzato dall’esito delle prossime tornate elettorali (soprattutto quelle regionali).

Questo è l’unico vincolo che si frappone tra la soluzione ed il problema dello svincolo.

A seguire il Video Report con le interviste. Buona Visione.

 

Svincolo, ma col vincolo ultima modifica: 2013-09-01T23:47:36+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.