La discarica che non si differenzia: la Calabria fa un altro passo indietro (di Asmara Bassetti)

discaricaSi è tenuta a Lago il 27 settembre scorso il convegno “Ambiente e territorio”, aperto ai cittadini, durante il quale si è parlato del progetto dell’apertura di una discarica, approvato di buon grado dall’assessore all’ambiente Vincenzo Pugliano che, come i sindaci del comprensorio – a differenza del sindaco di Aiello Calabro –  era presente all’evento.

Il progetto verrebbe realizzato di fianco ad una vecchia discarica già esistente, nella vallata che scende verso il fiume Oliva – discarica su “discarica” in pratica – per accogliere i rifiuti indifferenziati della cittadina e dei paesi vicini e dovrebbe avere, con i suoi 400 mila metri cubi di capienza, una durata di circa 8 – 10 anni. I biogas prodotti naturalmente dai rifiuti, grazie alla struttura a barriera geologica della quale sarà costituita la discarica, saranno in grado di essere riutilizzati sotto forma di combustibile per l’energia elettrica.

Il sindaco Vittorio Cupelli ha illustrato a tutti i vantaggi dell’opera, che costerà circa 5 milioni di euro – 3 iniziali per la realizzazione del primo lotto, i rimanenti per il secondo – : si creeranno posti di lavoro, i costi della bolletta saranno più bassi vista la vicinanza della discarica, e ci saranno nuove entrate per il comune. Tutti aspetti positivi, ma forse i cittadini non hanno ben capito cosa stia succedendo, anche perché il sindaco si è guardato bene dal toccare la questione ambientale, nonostante invece il convegno avrebbe dovuto essere incentrato proprio su questo.

Non ha detto ad esempio, che una discarica produce un impatto ambientale non indifferente, e che quindi è fondamentale verificare se le procedure dettate dalla legge andranno seguite; né ha specificato, informando così i presenti, cosa la discarica produrrà, e se i rifiuti conferiti in discarica saranno solo indifferenziati. E si, perché tra portare rifiuti non differenziati e rifiuti di ogni tipo – scarti da lavorazione di fabbriche, eternit, elementi ferrosi, rifiuti tossici e quant’altro – il passo è breve, soprattutto dopo la delibera emessa dal presidente della regione Scopelliti, che autorizza, nonostante per l’Europa sia illegale, di conferire in discarica rifiuti “tal quali”, cioè senza essere scartati e controllati mediante stazione di trattamento dei rifiuti.

Come si può costruire una discarica, nel 2013, quando tutti sappiamo che l’unica soluzione per salvaguardare l’ambiente e noi stessi è fare la differenziata? Sicuramente potrebbe essere utile per togliere dalle strade, almeno inizialmente, i rifiuti, ma dopo il suo esaurimento, sarà di nuovo punto e a capo. Le previsioni sulla durata della discarica, dicono che la stessa potrà essere utilizzata per circa 10 anni da Lago e comuni limitrofi. Ma se il progetto è stato approvato dall’assessore regionale, quasi sicuramente non saranno solo i comuni confinanti con Lago ad usufruirne, ma verrà concesso a molti più enti di potervi accedere, accelerando così i tempi di esaurimento: la discarica sarà quindi satura molto prima.

Prendiamo invece esempio dai comuni più virtuosi, i cosiddetti “ricicloni”  – non è necessario andare al nord, Saracena in provincia di Cosenza differenzia il 65% dei rifiuti che produce – e quei 5 milioni di euro potrebbero essere utilizzati investendo nella differenziata, che porterebbe il paese ad essere pulito, a non avere più rifiuti e bidoni della spazzatura per le strade.  Ma soprattutto non ci sarebbe il problema, che ormai affligge molti sindaci della zona e del Sud in generale, di dove “sistemare” l’ immondizia che produciamo.

Inoltre i residui di molti rifiuti, restano attivi per oltre 30 anni e producono numerosi liquami altamente contaminanti per il terreno e le falde acquifere, in caso di mancato controllo dei giusti procedimenti da utilizzare per legge all’interno di una discarica. Altri invece, come plastica e rifiuti pericolosi, avendo dei tempi di degradabilità molto lunghi, possono lasciare tracce di se anche per più di 1000 anni dopo la chiusura della discarica.

E poi perché non pensare anche alla parte economica: conferire in discarica rifiuti che potrebbero essere differenziati e riciclati, è un mancato guadagno – non solo di salute – ma anche di soldi. La Calabria è già in emergenza, non dovremmo fare un passo avanti verso la soluzione, piuttosto che un passo indietro?

About Francesco Frangella

Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

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