Paola, Città delle Aggressioni «Invisibili»

Qualche giorno fa abbiamo dato conto di un atto vandalico perpetrato ai danni della sede Unicef di Paola. Attraverso un Video abbiamo potuto testimoniare i danni e la viltà del gesto, limitando il grado di informazione alle sole rovine.

Purtroppo di quell’azione rimarrà sconosciuto il primo istante, quello che come il Big-Bang ha dato inizio all’efferatezza. Purtroppo, in quel contesto, non c’erano telecamere di sorveglianza capaci di registrare l’istantaneità dell’idiozia umana.

Considerando quello attuale come il tempo dalla tendenza “pubblica” dell’intimità personale, questo spazio non sarà dedicato alla riflessione sull’opportunità o meno d’installare – ovunque – telecamere di sorveglianza. Le questioni etiche in stile “Grande Fratello” hanno ormai esaurito la spinta propulsiva della polemica, purtroppo (o per fortuna) le telecamere sono state installate ed i soldi sono stati spesi. Il popolo s’adatti.

Ed in questo adattamento – a Paola – molti hanno riposto speranze e scaricato paure. Il Comune ha speso (molti) soldi pubblici per installare una miriade di telecamere funzionanti, collegate con le varie centrali operative. È un dato di fatto suffragato da episodi di cronaca (anche a livello d’interesse Nazionale) che si sono conclusi grazie alle indagini partite dalla visione dei video di sorveglianza.

Per certi versi è sembrata una conquista: finalmente – a Paola – la violenza gratuita e la delinquenza pubblica avrebbero dovuto fare i conti con la possibilità di una contestazione di Stato.

Molti cittadini hanno ringraziato, superando la diffidenza iniziale dovuta al controllo perpetuo anche molti padri di famiglia e mamme di figli si sono sentiti tutelati, fiduciosi di sapere la propria prole in giro per una città “rassicurante”. Molti commercianti hanno abbassato le saracinesche delle proprie attività, per far ritorno alle proprie abitazioni, sollevati dal sapere che qualcuno avrebbe vigilato intorno ai loro negozi. Molti passeggiatori e sportivi hanno calcato il Lungomare con un senso di sicurezza in più: di fronte ad un potenziale “investimento” ci sarebbero state delle prove.

Ma oggi non è più così. Le telecamere installate sono spente, oscurate da un tetro dissesto senza fine che – come un pozzo – trattiene nel buio ogni opera necessaria ai più. Così è stato per gli scrutatori, i segretari e i presidenti di seggio delle amministrative 2012, così è stato per gli operai delle cooperative, per la manutenzione del servizio idrico, per il movimento terra della “pala comunale”, per l’albero in piazza (sostituito da uno fervidamente più maestoso), per l’estate senza musica nei locali, per il confronto televisivo, per le multe “selvagge” sul lungomare in una domenica d’estate, e via cantilenando con la sfilza di resi inservibili o ridimensionati diritti della cittadinanza paolana.

Sabato sera, a Paola, due persone di nazionalità straniera sono finite al pronto soccorso per i postumi di un’aggressione. Le telecamere erano e rimarranno spente, la speranza di risalire agli autori brancola nel buio.

È una questione di tempi.

Buona Fine ed Inizio di Anno e, se possibile, Buona Visione.

 

About Francesco Frangella

Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

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