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Mauro Moretti e la pentola d’oro

Finora l’esasperazione tutta italiane per le spese della politica, cavalcata ad arte da Beppe Grillo, ha portato grandi risultati: la vendita su E-bay delle auto blu che ha provocato un’ondata di buon umore in tutte le persone sane di mente, l’abolizione delle Provincie, l’abolizione del Senato e una discussione serrata sui tetti degli stipendi dei manager. A proposito della auto blu, Gad Lerner ha scritto sul suo blog: “Casta fa rima con asta. La vendita online delle auto blu è pura propaganda che punta sulla dabbenaggine popolare, come le trovate di Grillo”.
L’abolizione del Senato è un grosso colpo inferto al sistema democratico di questo paese. In nome del risparmio, si è mandato in malora il sistema bicamerale voluto da chi ha elaborato e scritto la Costituzione. Vale la pena ricordare che la Carta è stata scritta dopo il fascismo e, oltre a cercare di rappresentare tutte le istanze ideologiche presenti allora in Italia, tentava di porre degli argini contro l’eventuale avvento di un altro regime totalitario.
Un’altra garanzia introdotta in Costituzione proprio per evitare che i parlamentari rispondessero solo alle esigenze del capo, è l’assenza del vincolo di mandato, oggi tanto vituperata. Ovvero: io deputato o senatore non rispondo al mio partito, ma una volta eletto rispondo alla mia coscienza. Quindi se una cosa mi fa schifo non la voto; se i miei colleghi impazziscono ed io rimango savio posso esprimermi diversamente da loro. Viene salvaguardato il diritto ad avere una propria idea, che non per forza coincide con quella del capo.
Insomma, si è frantumato il celeberrimo sistema di pesi e contrappesi, che la P2 prima e Berlusconi poi volevano assolutamente eliminare per ricondurre al solo volere del premier e di una camera le decisioni sulla vita del paese. Ora basterà porre la fiducia su un decreto e, passata la camera, è fatta.
In realtà non era così difficile: è bastato far leva sull’isteria collettiva degli italiani contro la casta. A pensarci prima!
Non perché qualche deputato è una pessima persona, dobbiamo cambiare tutto il sistema di garanzia stabilito. Non perché l’assenza del vincolo di mandato è stata usata per cambiare casacca, dobbiamo abolirla. Sono cose che andrebbero discusse in maniera approfondita. Per quanto riguarda il Senato, se l’autoproclamata unica opposizione ha sempre urlato contro i costi della politica, adesso non può fare altro che dire in maniera costruttiva: è una farsa mortizombi, siete morti!

La questione del Senato è infinitamente più importante delle scaramucce su auto blu, provincie e stipendi dei manager pubblici, ma il dibattito giornalistico si sposta su questi aspetti quasi ludici.
Il problema delle buste paghe erogate a Scaroni, Moretti o altri non è il loro ammontare, ma che questi soldi vengano dati a persone incompetenti, maldestre, nominati per le loro amicizie e non per una loro effettiva capacità.
Prendiamo Mauro Moretti, ex sindacalista della CGIL che ha avvallato qualsiasi richiesta dell’azienda di cui poi è diventato AD, cioè il gruppo F.S. Una persona che ha risanato i conti delle Ferrovie, tagliando i treni ed aumentando i biglietti. In sostanza trasformando il diritto alla mobilità, in un paese di emigranti e pendolari, in un lusso per pochi e riportando alcune zone d’Italia all’età della pietra in fatto di trasporto pubblico.
Le Ferrovie della gestione Moretti hanno dirottato tutti i fondi sulla costruzione della metropolitana d’Italia, cioè sull’Alta Velocità. Si badi bene che quando questa opera inutile e faraonica è stata presentata, si è fatto leva sul fatto che sarebbe servita a togliere merci dalla strada e metterle sui treni. Infatti il progetto si chiamava TAV/TAC, dove la C sta per capacità. Che fine ha fatto questo nobile proposito?
Già nel 2008, denunciavo questa truffa con il documentario “Fratelli di TAV-Effetti collaterali del treno ad alta velocità”, che potete vedere o scaricare gratuitamente da questo link: https://archive.org/details/FratelliDiTav-effettiCollateraliDelTrenoAdAltaVelocit.
La bravura di un manager si valuta, secondo Moretti, dai risultati: fare il preventivo per un’opera di circa 15 miliardi di euro che poi viene a costare, secondo stime di agenzie indipendenti come la Nuova Guasco, 90 miliardi circa è un buon risultato? La stima ufficiale dichiarata dagli avvocati di FS, che mi scrissero minacciosi all’epoca dell’uscita del documentario, è di soli 65 miliardi. Una vera pentola d’oro.

Il nuovo piano strategico di FS 2014-2017 è stato presentato qualche giorno fa alla stampa. 24 miliardi di investimenti di cui 8,5 di autofinanziamento.
Leggiamo dall’articolo pubblicato da Repubblica.it (http://www.repubblica.it/economia/2014/03/25/news/moretti_piano_fs_ferrovie-81828887/):
“Adesso la sfida è valorizzare il capitale investito nel gruppo, è capitale pubblico che va a beneficio del contribuente, e questi ha interesse a che il gruppo vada gestito nel migliore dei modi”, ha spiegato ancora il manager (Moretti ndr); “ogni euro creato o risparmiato dalle Ferrovie – ha detto – è un euro creato o risparmiato per il contribuente”. L’AD ha poi rintuzzato, dopo gli attacchi subiti sul suo lavoro in situazione di monopolio: “Non capisco chi dice che la competizione qui non c’è. Aprano gli occhi, non capisco in che mondo vivano”. Proprio per fronteggiare la competizione, dal punto di vista industriale Moretti ha annunciato che “la nuova Freccia Rossa”, ossia l’Etr 1000 “arriverà fra il 2015 ed il 2017 per rideterminare i servizi nazionali e potenziare la parte più profittevole dei servizi internazionali”.
Fatta la tara alla solita nota modestia di Moretti, ci domandiamo: a noi “contribuenti” che viviamo o viaggiamo avanti ed indietro dalla Calabria, dalla Sicilia o dalla Puglia, cosa ci toccherà? Finora abbiamo solo visto treni soppressi e ritardi e sappiamo per certo che chi non ha una macchina a disposizione in alcune zone del paese non riesce neanche a raggiungere la stazione più vicina. Sappiamo che a queste domande l’AD di FS risponde dicendo che è colpa delle regioni che non gli danno i soldi. Ma quei 24 miliardi d’investimenti meno gli 8,5 di autofinanziamento, non sono anche nostri? Tra l’altro per autofinanziamento cosa s’intende? Che Moretti ha messo parte del suo stipendio su un libretto postale e quindi ha maturato molti interessi? Credo di no, anzi mi sa che sono i soldi che paghiamo per i biglietti. In questi investimenti sono messi a bilancio anche i soldi degli avvocati che stanno difendendo i vertici FS ed Rfi, indagati per omicidio colposo per la strage di Viareggio dove morirono 38 persone. Come si poteva leggere sul sito del Corriere della Sera il 16 dicembre, “Secondo quanto ricostruito dai tecnici della procura, la responsabilità di quanto accadde quella terribile notte, sarebbe da attribuire alla Rete ferroviaria italiana (Rfi, società controllata dal gruppo Fs) che non avrebbe provveduto a rimuovere i picchetti che tracciano le curve, ritenuti pericolosi. L`amministratore delegato di Rfi è l’ingegner Michele Mario Elia dal 2006, anno in cui ha preso il posto dell’attuale amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti”.
Ottocentomila euro di stipendio all’anno e 38 persone sulla coscienza.
Per chi volesse approfondire:http://old.terrelibere.org/4112-soldi-pubblici-gestione-privata-come-fs-spezza-l-italia

di Claudio Metallo

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