E dopo la Milano da bere, la Milano da fumare. Dal prossimo 18 maggio nella città meneghina sarà possibile accendere, e naturalmente fumare, una canna o come lo chiamavano i nonni dei ragazzi di oggi, uno spinello. Infatti da quella data aprirà i battenti il “Cannabis social club”. Se la notizia diffusa non è un bluff la data del 18 maggio rappresenterà una sorta di spartiacque all’interno di una discussione che, ed i più “grandicelli” sicuramente lo ricordano, vide protagonista Marco Pannella ed i Radicali ante litteram. Certo è che quando si parla di Milano da bere si preferisce parlare di quella che vede il capoluogo lombardo, ed i suoi locali notturni per giovani e meno giovani, nelle prime posizioni della classifica per vendita ed uso di alcolici. La Milano da fumare confermerebbe quelle tesi filosofiche sociali che sottolineano la centralità di Milano in una Europa più vicina alla città meneghina al contrario del resto del Paese che affida ancora la sua aspirazione mitteleuropea ad accendenti vari di lampade votive. In ogni caso la notizia, o la voce, mette un punto esclamativo ad una discussione ormai pluridecennale che sembra però aver trovato uno sbocco: appare ormai quasi certo che la canna, o lo spinello, non è il trampolino di lancio verso l’eroina. Sarà che ormai i consumatori di marijuana hanno raggiunto la venerabile età dei legislatori e dei saggi, sarà che ormai quasi tutta l’opinione pubblica ha fatto sua la tesi che fa molto più male assumere alcolici e fare uso di taluni farmaci, o ingerire cibi al mercurio o agli estrogeni che dare qualche boccata ad una erba che in alcuni posti del mondo è addirittura considerata medicale. Ma la svolta completa si avrà quando si inizierà a pensare che forse sarebbe anche il caso di togliere il principio di illegalità all’uso della marijuana ed anche l’uso del sostantivo “droga”, se pure affiancato all’aggettivo “leggera”. Lo Stato, e quando si parla di Stato bisognerebbe evitare di fare riferimento ad una entità astratta ma di dare nome e cognome alle cose, per cui meglio dire: Renzi, Alfano, e compagnia cantante forse farebbero bene a mettere mano a delle normative ormai da considerare obsolete per un contesto sociale che non è certo quello immaginato dai visionari del ’68 ma nemmeno quello disegnato da Mussolini nel ’22. Del resto se si è aperto un dibattito sulla riapertura o meno delle case chiuse solo perché un ex presidente del consiglio esibiva, raccontava e promulgava la bellezza e la salubrità del sesso se non venduto quantomeno barattato, perché non chiudere un dibattito portando alla luce del sole il piacere di milioni di italiani che da decenni amano fumare una canna, o uno spinello come amavano dire i nonni dei ragazzi di oggi?

18 Maggio, enjo(int) Milano? ultima modifica: 2014-04-27T19:36:26+02:00 da Il Marsiliese