amarcord

Amarcord. Pensieri in attesa di un sussulto

Nonostante la crisi mondiale la città di Paola mantiene la calma. Per fortuna ancora non si registrano in città episodi tra il folkloristico e la cronaca nera. Sembrano ormai lontani i tempi in cui l’esasperazione di taluni cittadini “arrabbiati” faceva letteralmente volare dalle finestre scrivanie o oggetti simili. Sono solo ricordi, ormai, le sedie che incrociavano le pareti delle sale riunioni delle vecchie sedi del Psi o della Dc. La politica ha raggiunto limiti di tollerabilità estrema e chiunque può tranquillamente scendere in piazza, urlare i propri slogan e persino intonare le canzoni e gli inni della propria tradizione politica. I cittadini dal canto loro sono sempre più tranquilli e nessuno si sognerebbe di dare fuoco a spazzatura non raccolta o di imprecare su qualche servizio pubblico non proprio soddisfacente: e così se l’acqua non è potabile, in silenzio ed in santa pace tutti a fare la fila ai supermercati. E’ anche vero che gli amministratori ed i maggiorenti politici danno il buon esempio mantenendo la calma e soprattutto non reagiscono, né pensano di farlo, alle isolate provocazioni a cui sono estemporaneamente esposti. Il sorriso e la cordialità restano le armi politiche e sociali migliori di una intera classe politica e governativa da fare invidia ai seguaci più fanatici di Gandhi. Non solo. Anche il dibattito politico è cresciuto e le offese e la mancanza di rispetto non sono di casa fra le formazioni politiche cittadine. Persino i consigli comunali si svolgono in un clima sereno dove maggioranza ed opposizione sono un continuo esempio di galateo politico. I modi garbati stanno permettendo che i programmi siano soddisfatti etc etc. in questo clima sereno ci si avvicinerà al voto del 25 maggio e poi a ruota verso il rinnovo del consiglio regionale ed infine per il Palazzo Sant’Agostino. Nessuno teme nessuno. Ognuno conosce i limiti ed i pregi dell’avversario politico: e così uno citerà ad esempio l’altro e se pr.oprio questo incantesimo dovesse finire, qualcuno perderà la pazienza e come si dice a Paola volerà “ancuno sprugno”…

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