Allargamenti a Sinistra

Allargamenti a Sinistra. CambiaPaola mostra i denti

Come prevedibile, i detentori dell’ideologia “manca” di Paola gioiscono per il risultato del greco Tsipras, con quello stile tipico degli  ” allargamenti a sinistra”.

Felici per Eleonora Forenza, memorabilmente fumante sul palco paolano, i rappresentanti del movimento “Cambia Paola” hanno inoltrato una nota stampa organizzata sull’equazione relativa alla possibilità, ripetibile, di un successo che –  su principi assoluti non contemplati dalla legge elettorale in vigore per le comunali – sarebbe alla portata anche della sinistra cittadina.

La nota, intitolata “Papaveri e Papere“, si sviluppa nel testo che segue.

La Lista Tsipras supera lo sbarramento nazionale e a Paola contribuisce all’elezione di Eleonora Forenza con un incoraggiante 5,6%, un dato ben al di sopra della media nazionale. Crediamo che ciò sia anche frutto dell’impegno concreto degli ultimi due anni, da quando, con “Cambia Paola” ha cominciato a prendere forma un progetto molto simile, nel metodo, a quello avviato con le elezioni europee: una sinistra plurale, popolare ma non populista, aperta non solo ai tradizionali partiti come Rifondazione e PdCI, ma anche ai cittadini, alle associazioni, ai comitati e ai movimenti che hanno a cuore un modello di società fondato sull’equità fiscale, sui beni comuni, sulla trasparenza amministrativa, sulla tutela ambientale, sulla dignità del lavoro, sulla tutela dei diritti dei cittadini, specie di quelli più deboli.

Considerato che il risultato alle europee è stato ottenuto senza le fanfare mediatiche organizzate dai tre partiti principali, senz’altra risorsa che l’autofinanziamento, senza l’appoggio di sondaggi compiacenti (che ci volevano tutti fuori dal Parlamento Europeo), è evidente che gli elettori hanno premiato l’unità di intenti che ha avuto i suoi punti di forza nel rinnovamento e nella competenza, nella qualità dei candidati e nella credibilità delle loro storie personali, nella concretezza delle proposte e nella chiarezza di una forte scala di valori, nei toni pacati ma intransigenti.

 

Naturalmente non consideriamo questo risultato – pur gratificante – come un punto d’arrivo, ma piuttosto come un altro passo verso la ricostruzione di una solida ala sinistra dello schieramento politico: un cammino sulla via maestra della Costituzione e dei diritti, che potrà compiersi solo se, rifuggendo da ogni tipo di operazione verticistica, continueremo privilegiare i contenuti piuttosto che gli slogan, il coinvolgimento responsabile dei cittadini piuttosto che l’imposizione di ricette preconfezionate.

 

Il risultato elettorale a Paola e in Calabria dimostra inoltre che gli elettori hanno espresso una volontà di profondo rinnovamento della classe politica: nonostante gli appoggi incrociati e trasversali forniti da papaveri più o meno alti della politica cittadina, gli europarlamentari uscenti Mario Pirillo e Gino Trematerra non sono stati riconfermati mentre la candidatura di Giuseppe Scopelliti è stata sonoramente bocciata.

 

Il PD, dal canto suo, ha preso più voti degli altri. Abbiamo l’impressione, tuttavia, che questo risultato sia stato fortemente influenzato anche dalle “papere” prese da Grillo in campagna elettorale. Toni volgari e messaggi distruttivi hanno probabilmente offeso e impaurito molti elettori, che non hanno voluto seguire l’ex comico nella sua nuova avventura. Ci auguriamo, dunque, che il PD tenga conto che il proprio risultato elettorale dipende in buona misura dagli errori altrui più che da meriti propri e che non vi si può leggere un avallo all’attività di governo che fin qui ha prodotto la peggiore riforma del lavoro degli ultimi 20 anni (il “Jobs act”), una riforma elettorale incostituzionale, il tentativo di modificare la Costituzione, l’effimera elargizione degli 80 euro a fronte dell’innalzamento di altri oneri. Questi sono nodi che presto o tardi verranno al pettine e allora servirà a poco annunciare di voler realizzare un “piano Keynesiano di 150 miliardi di euro per lo sviluppo e l’occupazione” giacché è chiaro che non conta quello che dici, ma quello che fai.

 

Poco da dire sul centrodestra: Scopelliti non viene eletto, rendendo inutili (e dannosi) gli sforzi di chi ha chiesto i voti per un soggetto al centro di pesanti vicende giudiziarie: l’ex governatore passa dai 5000 voti ottenuti alle regionali del 2010 ai neanche 500 voti delle europee del 25 maggio. Inutile nascondersi che il risultato altera i rapporti di forza all’interno dell’attuale maggioranza cittadina. Considerato che Forza Italia prende una volta e mezza i voti del Nuovo Centrodestra, è evidente che al Comune di Paola non “comanda” più (se mai lo ha fatto) Basilio Ferrari e che ai commissari prefettizi curatori del dissesto si aggiunge il commissariamento politico di Jole Santelli. Se a questo si aggiunge la sempre più palese insofferenza dei repubblicani di Stancato, è ormai chiaro che la posizione del Sindaco traballa come non mai e che, se vuole mantenere la poltrona, molto presto (certamente prima dei debiti coi fornitori, delle indennità degli scrutatori e degli stipendi ai dipendenti e ai lavoratori in appalto) dovrà pagare almeno un paio di pesanti cambiali politiche ai propri “alleati” di maggioranza.

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