Occhi da emigrante

Occhi da emigrante: Paola e le sue festività

È sempre un’emozione tornare nella propria terra in ricorrenze particolari come quelle del 4 Maggio a Paola. Gli odori, i sapori, i colori, le parole, tutto ciò che si respira è in qualche modo unico e per qualche giorno riesce a nascondere tutti i problemi atavici di una cittadina come quella tirrenica. Quando torni la gioia è sempre come se fosse “la prima volta”, sei pieno di aspettative, ricco di entusiasmo come un bambino che vive il suo primo Natale. Vai alla ricerca del tuo passato e allo stesso tempo cerchi qualcosa di nuovo, quali novità sono in grado di farti sorridere per poi catturarle nel tuo cuore quando andrai via. Non c’è viaggio nella propria terra che non sia contornato da emozioni contrastanti: positive e negative. Voglio iniziare dalle emozioni negative regalateci da queste festività paolane in onore di San Francesco. La crisi economica e lo scetticismo verso l’istituzione ecclesiale risultano chiari agli occhi di chi, come me, ha uno sguardo “distaccato”. È proprio vero, ci sono molte meno persone in fiera come in chiesa. Camminando per le vie storiche della città diversi ambulanti ascoltati hanno potuto manifestare il loro dissenso per le vendite non riuscite, le spese esagerate da sostenere ed i servizi necessari non forniti. In occasione dell’accensione della lampada addirittura si riusciva a trovare parcheggio sino in prossimità del santuario e, ancora più sbalorditivo, ci si poteva sedere tranquillamente durante la cerimonia religiosa. Durante la stessa, era palpabile una sensazione strana, il popolo è sembrato sotto-tono quasi a volersi riposare nei giorni di festa, una città stanca. Nella testa era facile far rimbombare i “W San Francesco di Paola” degli anni passati, a quel punto le lacrime sgorgavano copiosamente per un presente che era lontano anniluce dal passato. Nonostante queste sensazioni, si rimane di meravigliati nel vedere quanto una figura carismatica come il Santo calabrese riesca ad unire un popolo, per qualche giorno invidia e campanlismo sembrano lasciar spazio ad una sola ed unica sensazione di collettività per festeggiare ciò che è un vanto per tutti: San Francesco di Paola; d’altronde è anche il motivo per cui molti come me hanno deciso di ritornare proprio in questo mese di Maggio. Riparto con la convizione di aver visto una cittadina spenta ma che ha nel suo faro principale la possibilità di riprendersi con orgoglio il suo passato glorioso.

A cura di Silvio Sangineto

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