Domani 25 maggio si voterà in tutta Italia per l’elezione dei 73 membri del Parlamento Europeo. L’Italia è divisa in cinque macro-circoscrizioni, Nord Ovest, Nord Est, Centro, Sud e isole. L’elettorato attivo riceverà una scheda unica, di colore diverso in base alla circoscrizione di appartenenza e voterà tracciando sulla scheda un segno sul simbolo della lista prescelta. E’ possibile dare fino a tre voti di preferenza, ma tutti devono appartenere alla medesima lista. Ricordiamo che se si sceglie di dare più voti di preferenza, occorre scegliere candidati di sesso opposto, pena l’annullamento della scheda.

Ma cos’è il Parlamento europeo? Il Parlamento europeo riunisce i rappresentanti dei 500 milioni di cittadini dell’Unione europea. I rappresentanti sono eletti a suffragio universale ogni 5 anni ed il numero di seggi è di 751; nessuno Stato membro può averne meno di sei e più di novantasei, così come stabilito dal Trattato di Lisbona. I gruppi parlamentari sono organizzati in base allo schieramento politico, non in base alla nazionalità. Tre sono le sedi dove esplica i suoi poteri: Bruxelles (Belgio), Lussemburgo e Strasburgo (Francia). Le riunioni dell’intero Parlamento, si svolgono a Strasburgo e a Bruxelles. Anche le riunioni delle commissioni si svolgono a Bruxelles, mente in Lussemburgo c’è la sede del segretariato generale.

Le funzioni principali del Parlamento sono:

  • discutere e approvare le normative europee insieme al Consiglio
  • controllare le altre istituzioni dell’UE, in particolare la Commissione, per accertarsi che agiscano democraticamente
  • discutere e adottare il bilancio dell’UE insieme al Consiglio.

Tralasciando ulteriori aspetti istituzionali del Parlamento Europeo, preme ricordare che al di là del solito e pesante dibattito italiano che ha coinvolto in questi giorni i nostri politici, causa anche l’incombenza delle amministrative e delle regionali, gli elettori domani saranno chiamati a scegliere i prossimi eurodeputati, i quali, avranno l’onere e l’onore di essere i protagonisti di cambiamenti radicali all’interno dei Trattati Ue, e forse anche di una legislatura costituente. Sin da subito l’Europa sarà chiamata ad affrontare temi e sfide difficili, quali diritti civili, politica immigratoria, condivisione o meno del debito, e tanti altri ancora. Ciò detto, ricordiamo che votare è costituzionalmente un diritto, e moralmente ed eticamente un dovere da esercitare responsabilmente con uno sguardo che vada oltre i confini mentali e territoriali.

Pillole di Parlamento Europeo ultima modifica: 2014-05-24T22:33:32+02:00 da