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Nota stampa alla stampa nota – Senza ufficiali suffragi il “ Quotidiano della Calabria ” insulta i colleghi

Generalmente, quando all’interno di una squadra si effettua un cambio, il giocatore che subentra tenterà comunque a comportarsi per il bene della sua formazione. Può capitare che un terzino sostituisca un attaccante, che un mediano lasci spazio ad un libero, ma tutto rientra nelle logiche di una strategia organizzata dall’allenatore per salvaguardare gli interessi e gli obiettivi prefissi per la sua compagine. Questioni che, se lo sport è terreno di confronto tra “visioni” e “prestazioni” senza interessi guerrafondai, non mettono mai in discussione l’impegno e le intenzioni di nessuno.

Trattandosi di una tematica che coinvolge la natura etica dello stare al mondo, lo sport così inteso può rappresentare il parametro ideale con il quale osservare l’agire pubblico. E l’agire pubblico di ognuno è – prevalentemente – circostanziato all’ambito lavorativo.

Collocandosi sul terreno dell’informazione, l’azione pubblica di chi collabora con il “Marsili Notizie” si pone nell’ambito del giornalismo (tant’è che la Testata è registrata ed ha un suo Direttore Responsabile). Siccome ognuno dovrebbe parlare di ciò che culturalmente gli appartiene, questa riflessione intende focalizzarsi su questioni giornalistiche e – soprattutto – sull’etica di coloro che di queste questioni vivono. Sempre utilizzando i parametri sportivi, si possono fare raffronti e commentare eventi come quello, ad esempio, del “cambio “ avvenuto in seno alla direzione del “ Quotidiano della Calabria ” dove, al posto del pensionato Matteo Cosenza è subentrato Rocco Valenti che, in poco meno di un mese, con la defaillance nella quale è incappato il giornale tra le colonne riservate alla cronaca tirrenica, ha dimostrato di non essere ancora “entrato in partita”.

Si dà infatti il caso che un collaboratore periferico della blasonata testata cartacea, abbia utilizzato il mezzo messogli a disposizione per mere questioni personali.

Strano che un Direttore degno di questo nome non se ne sia reso conto. Strano che, in un momento così delicato, dove editori naufragano e redazioni annegano, si lasci ad un referente strumentale la responsabilità di informare un pubblico sempre più esigente. Strano che il “ Quotidiano della Calabria ” si presti ad un’opera di discredito nei confronti di una piccola realtà che non ha interessi a competere sul campo dell’informazione “locale”.

Strano, ma vero.

La crisi della carta stampata è un fenomeno con il quale, da anni, editori e giornalisti stanno facendo i conti. Conti difficili, spesso non contestualizzabili, perché fluidi come onde su un mare agitato non ripropongono mai un risultato considerabile come “assunto di base”. Proprio come un oceano sconfinato, le nuove tecnologie hanno posto e pongono continuamente nuovi traguardi, dati da decifrare contestualmente all’azione da eseguire, sempre più pregna di quel coraggio (o incoscienza) tipici di chi muove passi nel buio.

Purtroppo qualche retrogrado questo non lo capisce e, ritenendola una gara e non un cammino da vivere insieme, ricorre ad ogni mezzo pur di danneggiare ciò che ritiene “avversario” e non “collega”. L’episodio che ha visto definire, tra le colonne del cartaceo “ Quotidiano della Calabria ”, un collaboratore della nostra testata con l’epiteto di “marionetta” è un fatto spiacevole, del quale solo un’incoscienza priva di deontologia si poteva macchiare. Un’incoscienza che, in questo momento delicato, non serve a chi intende far “giocare la partita” alla propria squadra.

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