Che San Francesco sia, tutt’oggi nonostante vani sforzi di altri, il cittadino paolano più illustre è un dato di fatto; che il patrono dei marittimi, a tutt’oggi nonostante vani sforzi, sia per i paolani il concittadino più amato è una constatazione ovvia; che il frate morto ultranovantenne, a tutt’oggi nonostante vani sforzi, sia il paolano più conosciuto nel Mondo è un dato di fatto. Ma il rapporto fra paolani e Francesco è un qualcosa che va oltre la fama, l’amore. E’ un rapporto viscerale che mette al centro dell’universo personale del paolano il santo. San Francesco, ed i suoi luoghi, sono al centro della quotidianità dei cittadini paolani: il Santuario non è solo un fortissimo punto di riferimento religioso ma è anche una tappa per una passeggiata o un giro in auto. Andare “allu cumment” non è solo cercare un momento di preghiera, ma è per i paolani andare a salutare un vecchio amico; chiamare il figlio Francesco è quasi un atto dovuto, ma soprattutto voluto, che va persino oltre la tradizione antica e rispettata di tramandare i nomi di famiglia. Persino nelle imprecazioni, nelle bestemmie, il nome del santo paolano è fra i più gettonati, e citare il suo nome è quasi un intercalare presente in quasi tutti i discorsi. San Francesco è amato e temuto, rispettato e riconosciuto. Restano famose e da tramandare ai posteri le parole di un noto ateo militante paolano che al termine di una discussione su fede e politica chiosò sentenziando: nel materialismo storico c’è spazio anche per San Francesco. “All’aria i samPranciscu” ci si è ritrovati per salutare un vecchio amico, sono nati amori, si sono coltivate amicizie, si sono persino chiusi accordi elettorali. Ed ora sono i suoi giorni: i giorni un cui una intera regione si riversa nelle vie della città per un giro fra le bancarelle, o fra la musica che avvolge il luna park. Ma un passaggio, il primo passaggio lo si deve fare al Santuario, dal santo di tutti i calabresi che dal 2 maggio girerà per la città, saluterà i quartieri, visiterà gli ammalati, riconoscerà, probabilmente uno degli ultimi, l’importanza e la centralità della stazione ferroviaria. In questi giorni di maggio la città sarà pulita e senza spazzatura, l’acqua sarà potabile e tutti saranno più buoni. Per rispetto alla festa, per ossequiare il santo. Temendo l’ira del suo bastone.

San Francesco ed i paolani, il 4 maggio ed i paolani: un rapporto che va oltre la fede ultima modifica: 2014-05-01T20:04:31+02:00 da Il Marsiliese