Per un giorno voglio essere il turista che ritorna in Città dopo un’assenza lunga oltre due anni. Ritorna nella Città del Santo e la percorre, a piedi, dal mare al Santuario. Ci che nota subito è che, finalmente, il lungomare è stato restituito alle auto e che i bambini, se vogliono andare in bici lo possono fare al Santuario; le persone, se vogliono comminare lo facciano, anche loro, al Santuario. Dopodiché osserva la costruzione del “Polifunzionale”, ancora lì anche se aveva sentito dire (il turista), che sarebbe stata abbattuta subito dopo le elezioni.

Il turista è attento; e nota, con piacere, che i bidoni dei rifiuti sono tornati al loro posto. Non se ne poteva più di buste bianche, nere o gialle; meglio infilare tutto in un bel bidone colorato, chiuso e sempre pulito e disinfettato.

Il suo occhio attento scopre che per salire dalla marina in città non percorre più “Via dei Pignatari”, cancellata e ora rinominata; ha un attimo di sgomento, perché essendo paolano, sa perfettamente la storia “dei Pignatari”.

Riprende il cammino ed affronta via S. Rocco; alla sua destra l’Ospedale, sempre più grande e sempre più al centro di polemiche e di chiacchiere; ma l’importante è che sia ancora là. Non fa in tempo a pensarlo che lo scopre posato su un’enorme frana, la cui non nocività deve attribuire senz’altro all’Opera del Santo.

Dispiaciuto, ma allo stesso tempo contento (del Miracolo) attraversa “Giacontesi” e giunge alla Villa Comunale; uno sguardo dal balcone e si accorge che la parte sottostante è ripulita, vivibile e completa di anfiteatro. La nuova strada funzionante e consegnata alla auto; per i pedoni poca roba, ma chi se ne frega! C’è sempre il Santuario.

Corso Roma, il Centro, sembra un po’ malridotto; sporco, una piccola area pedonale (a dire il vero non bella ma migliorabile) e tante macchine parcheggiate dappertutto; alcune quasi fin dentro ai negozi. «Dio! – esclama – al posto del Cinema Cilea non c’è ancora niente; una recinzione indegna, tanta spazzatura, fili del telefono e della luce penzolanti ad altezza d’uomo. Una vera porcheria!».

Incontra un amico e gli chiede il perché di tanta incuria. Risposta: «il Comune è in dissesto finanziario e non ha risorse per pagare i fornitori, le opere, la pubblica illuminazione, le buche sulle strade, i dipendenti e gli amministratori».

Il turista, incredulo, dice a se stesso: «com’è possibile, se fino a qualche anno fa si parlava di “avanzo” di Bilancio? E la Se. Bruno non aveva risanato? Non aveva riportato la Città ad una normalità riconosciuta?».

L’amico incontrato, però, lo conforta: «non ti abbattere – dice – tanto la gente se va al Santuario! Dalla Piazza grande, ormai da rifare, perché non curata da vent’anni, ammira l’ex Palazzo Comunale abbandonato a se stesso. Neanche il piano terra, ben ristrutturato, è stato restituito alla Città».

Il turista non ci sta; non vuole credere a tanto degrado e percorre ogni strada. Dovunque solo auto; ferme, in movimento, sui marciapiedi, davanti alle fontane monumento, nelle zone vietate. Ma chi se ne frega!

Se non ti piace, vai al Santuario!

Deluso, si inoltra nel Centro Storico, dalla Via Rocchetta, verso il Duomo e poi verso il Santuario.

Case puntellate, interdette, sbarrate; buche sulle strade, lampioni rotti. Si chiede: «ma il Sindaco Bruno Ganeri non aveva progettato il recupero del Centro Storico? O era una balla?».

E mentre pensa, senza accorgersene, arriva al Piazzale, ben tenuto, pieno di gente, di bambini, di turisti. È il Santuario.

Ed esclama: «Menomale che c’è chi se ne frega della Città!».

Antonio Penna

Lo sguardo di Tonino Penna negli occhi di un turista (paolano) tornato in Città ultima modifica: 2014-05-12T18:00:20+02:00 da Redazione
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