Stagione estiva alle porte. E da qui a qualche settimana riprenderà il dibattito sull’inquinamento marino. Si tornerà a discutere di inquinamento organico, qualcuno prometterà o minaccerà di abbeverarsi nelle acque del Tirreno cosentino, qualcuno diffonderà foto di strane striature marine, qualcun altro ricorderà che l’anno prima era più pulito e subito sarà contraddetto da chi sosterrà che erano anni che non ci si faceva il bagno in acque così limpide. In fin dei conti una cattiva amministrazione riesce anche sporcare il mare o quantomeno a non ripulirlo. Ed anche quest’anno le voci probabilmente più veritiere saranno quelle dei coraggiosi imprenditori che gestiscono i lidi balneari. Del resto solo loro sanno bene quanto sia pulito il mare e quanto riesca ancora, il Tirreno paolano, ad attirare turisti e bagnanti. La spiaggia non è più un problema perché a pulirla ci pensano da soli. Come sarà la prossima stagione estiva non è ancora dato saperlo. Sino ad ora l’unica voce ufficiale non vede certo Paola, né altre zone del Tirreno cosentino, premiate con la agognata e mitica Bandiera Blu. Il paradosso è che fino a qualche settimana fa si dubitava – e si usa l’imperfetto sperando che ogni dubbio sia possibile soddisfarlo… – carte, anzi, analisi alla mano, della potabilità dell’acqua dei rubinetti. Perché di paradosso si tratta in quanto l’aria buona ed il mare sarebbero le fortune per così dire geneticamente naturali, dei nostri posti. E quando si parla di aria buona probabilmente si intende, nell’accezione comune, una sorta di isola naturale limpida come le sue acque, quasi a voler estendere la purezza dell’acqua di San Fili o della Palummara a tutta una città. In sintesi ci avviciniamo alla stagione estiva sperando che l’acqua del mare sia non solo non inquinata ma pulita e con l’ulteriore speranza che il silenzio calato sul problema della potabilità dell’acqua dei rubinetti sia dovuta al superamento di ogni dubbio in proposito. In ogni caso forse considerato l’avanzare del tempo sarebbe il caso che si cominciasse non a parlare ma almeno ad avere le idee chiare sullo stato del mare. Sarebbe davvero penoso se ci si dovesse trovare nel cuore dell’estate a dover discutere di depuratori, di scarichi abusivi di fronte a fiumi marroni nel mare azzurro. Sarebbe davvero un incubo pensare di calarsi in acque non proprio pulite, tornare a casa senza poter bere tranquillamente dal rubinetto. Sarebbe quasi un incubo vivere una stagione estiva con problemi legati all’acqua, in una città che rischierebbe di ….di fare acqua da tutte le parti.

Stesa spiaggia o steso mare? O entrambi “in piedi”? ultima modifica: 2014-05-15T20:50:08+02:00 da Il Marsiliese