4 Maggio

W IL 4 MAGGIO !

Dove è che è aleggiato lo spirito di San Francesco nei giorni di festa? Nella “gara” fra politici ed amministratori per accendere la lampada votiva o fra i banchi degli extracomunitari? Fra le cravatte e le giacche per la consegna delle chiavi della città o fra i grembiuli dei volontari di Paola in mensa? La domanda sembrerebbe retorica e populista, ma è proprio impossibile invertire il senso di rotta di celebrazioni annuali in onore di un santo che gli storiografi ci raccontano come umile e caritatevole? I discorsi ed i dibattiti che investono i giorni di festa del 4 maggio sono ogni anno, sempre di più, legati a chi sarà il cantante che si esibirà il 2 maggio, a quale ditta saranno affidati i fuochi di artificio, quanto costa il posto per le bancarelle, quanto si è speso per i parcheggi e le navette, dove saranno le giostre, da dove provengono i fondi etc etc. In fin dei conti, in pieno accordo con l’antico e governativo adagio “panem et circenses” quello che interessa per il 4 maggio è sostanzialmente la parte ludica e , per così dire, civile della quattro giorni. L’aspetto religioso viene decisamente in secondo piano. Sarebbe interessante scoprire quanti calabresi, quanti dei fedeli che giungono a Paola, sanno e conoscono la genesi di una festa che non ricade né il giorno della nascita di San Francesco, né tantomeno quello della sua morte. Dando per scontato che i cittadini paolani, tutti, lo sanno bene. Qualche giorno fa un amministratore, pare il vice sindaco, ha cercato di alzare il tono della “fiera” ricordando che non deve essere solo quella delle mutande…. Ma mentre in Assisi, dove è cresciuto ed ha operato un altro santo Francesco, si dibatte e si discute intorno al valore universale della fede, a Paola si discute e si dibatte su chi avrà l’onore, e la responsabilità, di accendere la lampada votiva. Il Santo Mantello è tutti i giorni dell’anno racchiuso in una bacheca all’interno della basilica ma non vi è un solo giorno all’anno in cui bisogna aspettare ore ed ore, percorrere chilometri di fila, per poterlo vedere da vicino. Nei giorni di maggio scatta una frenesia, un semi delirio di massa che fa quasi scordare il valore religioso di una ricorrenza che, inserendo la giusta dose di campanilismo, pochi posti al mondo possono vantare. Due sono i grandi crucci dei paolani: il primo riguarda la storica lontananza del Santuario dal resto della città, il secondo l’assenza del Vicario di Cristo nei giorni di festa di San Francesco. Per quanto riguarda il primo punto è giusto ricordare che in nessun altro giorno dell’anno vi è tanta vicinanza con una comunità religiosa che permette la stampa di programmi su due facciate: programma religioso, programma civile, in perfetta sintonia con una ricorrenza che fonde sinergicamente i due aspetti sicuramente sminuendo il primo, appunto quello religioso. Per quanto riguarda la presenza del Papa nei giorni del 4 maggio, beh bisogna essere realisti: riusciamo ad immaginare il Santo Padre fare un giro fra le bancarelle, magari anche uno sul Tagadà, aspettare i fuochi per poter esclamare “Belli! Quest’anno sono meglio dell’anno scorso!”???

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