In consiglio comunale si gioca sui numeri, in città si va a caccia del consenso. Più volte ormai si è asserito che il futuro amministrativo della giunta Ferrari passa attraverso il consenso numerico sul quale la maggioranza potrà contare. Ovvero non saranno certo gli strali dell’opposizione extra consiliare, lanciati prevalentemente sui social network, a condizionare il futuro di Ferrari e..compagni. Ed il consenso numerico, lo si sta ripetendo fino alla noia, quasi sicuramente ci sarà fino alla fine della consiliatura; potranno cambiare i nomi e forse anche leggermente i numeri, sicuramente qualche sigla, ma l’appoggio ci sarà. Altro discorso è quello che hanno intrapreso le opposizioni che agiscono, prevalentemente sotto le egide del movimentismo: infatti al di là del M5S, dicono quotidianamente la loro sia Cambia Paola che Paolalcentro che altre diverse associazioni nelle cui fila militano comunque attivisti di partito. Ma il consenso che questi stanno ottenendo è un dato eccessivamente confutabile. Incidono ed hanno inciso soprattutto per il voto europeo, le vicende nazionali. Al di là dl fatto se in città si è superata la media nazionale dello 0,5 per cento o del 1, o del 2 o del 2,1 per cento. In realtà i paolani sembrano assistere alle manifestazioni dell’opposizione extra consiliare con distacco in tanti casi, con simpatia in tanti altri, con stupore in taluni altri casi. Con distacco soprattutto di fronte alle diatribe che persistono ormai da anni sui conti e sui numeri del Comune; con simpatia di fronte a manifestazioni e dimostrazioni di senso civico che i movimenti organizzano da un lato per porre un minimo di rimedio a talune deficienze amministrative, dall’altro forse per stupire e per catalizzare attenzione. Ma lo stupore dei cittadini elettori, che si sta tramutando pian piano in noncuranza ed indifferenza nasce di fronte al clima di tutti contro tutti, di polemiche persino ed addirittura personali e personalistiche che le opposizioni vivono e fanno vivere.. non certo in dibattiti pubblici ma con scambi di condivisioni e pensieri in libertà affidati alle bacheche di facebook o ad altre agorà del web. Sicuramente il modo di fare politica è cambiato ma per tanti resta un mistero perché il voto della nonnina di Fosse o di San Miceli, che nell’immaginario collettivo assomiglia alla casalinga di Voghera di berlusconiana memoria, si debba “conquistare” cercando di dimostrare di poter essere l’unica alternativa ad una maggioranza che invece, a dispetto dei social network, va avanti e sta buttando le basi per potersi riproporre all’elettorato paolano senza avversari politici che non siano gli sconfitti delle ultime elezioni o un gruppo, se pure folto, di cittadini che rischia di apparire eccessivamente litigioso a dispetto delle proposte e dei fatti che pure esistono nel loro breve ma intenso curriculum. Lo specchio delle brame, ogni giorno, assegna il ruolo di più bravo o più brava del reame. Ma lo fa sui social network. Per “salire” al Comune occorre altro, occorrono i voti.

Ferrari avrà i numeri, il resto è da bacheca su Facebook ultima modifica: 2014-06-15T20:31:26+02:00 da Il Marsiliese