una barca piena di genteC’è tempo. C’è tempo per scrivere e immaginare un lavoro in fieri; c’è tempo per scoprire immagini e lavorare affinché un’immagine possa smuovere qualcosa, come un dito far vibrare una corda e produrre un momento in cui il tempo si ferma assieme al respiro e genera un incanto. Con meno fantasia, è ciò che è successo venerdì 27 giugno in Piazza Giardinetti, con la prima uscita estiva de L’Urlo del Sole, il circolo Arci di design e arte contemporanea, che da quasi tre anni persevera nel suo progetto di aggregazione attraverso una rivitalizzazione artistica e culturale nel comune di San Lucido. Ad un anno dalla scomparsa del Presidente Rino Cosentino, L’Urlo del Sole ha preferito inaugurare la sua estate con un omaggio al caro Rino, una memoria che segna, interpreta e continua un cammino iniziato insieme nell’agosto del 2011.

una barca piena di genteLa serata inizia con una sorpresa, la scena viene catturata, così come l’attenzione del pubblico, da Donatella Barbagallo, attrice amica e cara al circolo Arci sanlucidano, che ha reso omaggio alla moglie di Rino Cosentino, Anna Fuoco, recitando “Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di volte” di Eugenio Montale, improvvisazione che ha lasciato commossa la platea. Difficile prendere poi la parola per il segretario de L’Urlo del Sole, che introduce la serata, dando un senso all’intera piazza, paragonata ad una barchetta a remi dal nome “memoria”, piena di persone, su cui ciascuno ha un proprio ruolo da svolgere nell’attraversamento di un mare, definito come tempo, pieno di imprevisti, ma che appare sempre senza confini e punti di arrivo. Arriva, così, il momento di lancio di un’iniziativa che seguirà il suo corso nel tempo, con la partecipazione di artisti e abitanti del posto: un lungo telo copre qualcosa sulla parete in Piazza Giardinetti; finalmente, viene svelato il suo segreto, è “Intervallo”, opera del 1984 di Rino Cosentino. È in questo modo che inizia il corso di interventi nel centro di San Lucido: rendendo omaggio al caro Rino, con una delle sue opere in cui traspare maggiormente il suo pensiero trasmesso attraverso la pittura piatta della Pop art, un pensiero che si costruisce all’esterno, osservando ciò che accade, le stratificazioni sociali che condizionano la vita, per scoprire un mondo di “stratificazioni nascoste e segrete dell’io” (scriveva Filiberto Menna).

una barca piena di genteLa serata però ha dei protagonisti (eccezionali), ragazzi che entrano in simbiosi con uno strumento musicale con il fine di toccare le corde più profonde, dove può arrivare la cassa armonica di una semplice chitarra, aiutata da un microfono e una piccola, quanto basta, amplificazione. Sono Federica Le Piane, Donato Parente e Vasyl Stashko, tre musicisti del conservatorio Tchaikovsky di Nocera Terinese, i quali si sono esibiti in un repertorio di chitarra classica, raccogliendo l’attenzione del pubblico attraverso l’interpretazione dei brani di Pujol, Sor, Brouwer, Barrios, Llobet, tra i tanti eseguiti. Le note risuonano in una piazza attenta, sia tra chi è riuscito a trovare una sedia disponibile e chi ha dovuto godersi lo spettacolo in piedi, mentre sulla scena, alla luce fioca di candele, si alternavano i tre musicisti. Il finale è un’altra improvvisazione, appena provata nelle ore che precedono la serata. Milena Cosentino, vicepresidente del circolo e figlia di Rino Cosentino, ricorda il papà dedicandogli una canzone troppo spesso cantata con lui in tenera età, “Oh mein papà”, accompagnata dalla chitarra di Donato Parente.

Una serata di memoria che lascia spazio a molti sorrisi e pensieri personali, a commozione e gioia, nella memoria di una persona e nel prosieguo di un percorso che sembra essere sempre più convincente per L’Urlo del Sole, nonché di recupero sociale attraverso l’arte e la sua propulsione aggregativa.

di Fabrizio Di Buono

San Lucido – Un mare di tempo e una barca piena di gente ultima modifica: 2014-06-29T10:05:44+02:00 da Redazione
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