Chiunque avesse pensato ad un fuoco di paglia è pregato di ricredersi. Chiunque avesse pensato che il progetto fosse solo limitato a rimettere in piedi una curva per dar lustro ad un campionato, è pregato di interpretare diversamente quanto sta accadendo – con continuità – sul piazzale che sovrasta le sette fontane a Paola.

Perché i tifosi della Paolana non hanno intenzione di fermarsi alla sola “conta” di quanti hanno voglia di restituire fiducia e lustro alla propria squadra. Perché i tifosi della Paolana stanno gettando le basi di un’idea a “lungo termine” capace di ripristinare il senso pedagogico e ludico di un’attività che – per chi c’è dentro – non si esaurisce soltanto con gli appuntamenti domenicali.

In un momento caratterizzato da dubbi e pregiudizi, alimentati da fatti di cronaca che nulla hanno a che vedere con il sostegno ad una squadra di calcio (basti pensare a quanto accaduto a Roma prima della scorsa finale di Coppa Italia),  i tifosi della Paolana stanno cercando di rendere al meglio l’idea che sta alla base del tifo organizzato, quella che consiste nel sano divertimento e nella voglia di mostrare il lato goliardico del calcio, senza per questo dover eccedere in comportamenti che – successivamente – possano venire etichettati come “facinorosi” e lontani dall’idea di famiglia che lo sport vuole rappresentare.

Proprio come una famiglia, i tifosi della Paolana stanno predisponendo le basi per una rinascita duratura che sia al contempo seme e frutto di una passione mai sopita. Le generazioni diverse di cui è stato dato conto nell’articolo scritto una settimana fa, hanno raggiunto un equilibrio ed ora s’apprestano a compiere i passi formali che si concretizzeranno sugli spalti di ogni stadio in cui la compagine biancazzurra avrà bisogno del loro supporto.

Come una famiglia, anche i tifosi della Paolana avevano bisogno di una casa che non fosse limitata al solo Tarsitano, una sede nella quale poter istituire il senso di un’unità che si raggiunge aldilà delle parole, creando i presupposti per una “convivenza” capace di rappresentare al contempo l’appartenenza ad un gruppo inclusivo e non esclusivo.

paolanaPertanto la prossima riunione avverrà tra le pareti dei locali messi a disposizione dal “Caffè Carioka” a Sant’Agata, negli spazi sottostanti al palazzo che è dinnanzi alla centrale Telecom, a due passi dallo Stadio che – quest’anno – risuonerà e sarà colorato da un tifo che si propone d’essere “a misura di famiglia”.

Tant’è che, oltre ad annunciare la possibile costituzione di un gruppo femminile di sopporters, i tifosi della Paolana hanno inteso esprimere la propria vicinanza a tutte le famiglie che vivono il disagio della disabilità non assistita dalle istituzioni.

Lunedì prossimo l’incontro, all’orario consueto, avverrà quindi a Sant’Agata tra pareti già vicarie di “familiarità”.

Paolana, continuano gli incontri dei tifosi. Adesso c’è una sede ultima modifica: 2014-07-15T09:42:04+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.