Quando qualche giorno fa Attilio Romano ha espresso il senso del rapporto che dovrebbe legare un paolano alla sua Città – o meglio – il rapporto che dovrebbe unire un uomo alla sua Terra, ha detto che gli elementi basilari di questa relazione sono l’amore e il sogno. Ingredienti fondamentali senza i quali nessun cittadino può dirsi innamorato e amante ricambiato della sua Città.

Ebbene, queste due componenti – prese a sé stanti – sono talmente astratte da poter essere rappresentate in una serie talmente variegata di atteggiamenti “civici”, che potrebbero essere riscontrate facilmente in ogni comportamento “sociale” di ciascun cittadino.

Per cui Paola la si ama cercando di pensare ad una soluzione per ogni suo problema, la sia ama componendo opere letterarie e musicali degne della sua solennità, la si ama valorizzandone ogni punto forte e rafforzandone ogni punto debole, la si ama anche – semplicemente – “parlandone”.

E proprio per parlare e far parlare di Paola, coloro che in Paola scorgono anche una fertilità prospettica e che pertanto “lavorano” a Paola (per stare a Paola continuando a tramandarne la vitalità) sono dediti alla sua sopravvivenza, alla sua memoria contro l’oblio costiero che – crisi economica ed e inclemenza metereologica a parte – sembra aver preso piede nel litorale su cui Paola s’affaccia; coloro che Paola “accompagnano” si sono consorziati e – laddove le istituzioni (per fisiologici limiti) non arrivano – sono riusciti ad illuminare d’aperto anche il buio della notte.

È accaduto ieri sera, nell’area del centro storico che coinvolge Piazza del Popolo e Corso Garibaldi. Alcuni cittadini che gestiscono attività commerciali in quella zona si sono “uniti” ed hanno deciso di tenere la luce accesa, le saracinesche aperte e la musica in filodiffusione. Un’iniziativa che i nomi della Piazza e della Via avranno sicuramente ispirato, perché mai così “popolare” – nel senso che è stata organizzata da appartenenti al popolo che hanno pagato di tasca propria tutta la performance – e mai così “garibaldina” – nel senso che è stato un atto rivoluzionario contro l’inerzia di chi ha dimenticato il centro storico dalla propria azione amministrativa.

A proprie spese, i commercianti di Piazza del Popolo e di Corso Garibaldi hanno acceso un raggio che ha squarciato il velo della notte opaca che sembra aver ammantato Paola come una coperta troppo corta, che laddove valorizza il Lungomare lascia sguarnito il Centro Storico e viceversa.

Parlare di Paola per queste cose è un modo per rendere giustizia alla sua bellezza, incontrare Paola in questo modo è un’esperienza da ripetere senz’altro (e anche i turisti lo hanno apprezzato molto), sognare Paola e per Paola è un modo di viverla che senz’altro s’inscrive in quell’idea di Amore civico e spirituale che Attilio Romano, da cittadino esemplare, ha saputo evocare con le sue parole.

Fare il bene di Paola è – comunque – un’opera d’arte, come lo spaccato vivo di una Piazza e di una Via incorniciate da una presenza di persone certificano nel video report che segue.

Buona Visione

Quando i privati amano il “pubblico”. Paola popolare e garibaldina ultima modifica: 2014-08-03T22:32:11+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.