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[VERGOGNA] San Lucido Calcio, allontanato in malomodo un giornalista [LA VITTORIA NON DIRADA LE NEBBIE SOCIETARIE]

«A fine partita avrai le distinte che ti serviranno per fare il tuo articolo ma, per il momento, allontanati dal bordo campo e prendi posizione altrove perché tu, con i tuoi articoli di “cacca” stai infangando lo sport cittadino, la Società e l’Amministrazione».

Ad esprimersi (grosso modo) in questi termini, secondo quanto riportato da Settimio Alò (giornalista del Quotidiano del Sud – già Quotidiano della Calabria – nonché corrispondente di “Stadio Radio” – seguitissima emittente regionale che si occupa del calcio calabrese) è stato Fabio Albanese, Assessore allo Sport, Turismo e Spettacolo del Comune di San Lucido il quale, probabilmente, non ha gradito alcuni articoli redatti e pubblicati a partire dal momento in cui l’ex Presidente della società che gestiva il San Lucido Calcio, Pasquale Greco, ha consegnato la squadra nelle mani del Comune.

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Questo il terreno di gioco che si presentava ieri al “Provenzano” di San Lucido

Alo’, fondamentalmente, ha riportato cronache da “presa diretta” che, senza basarsi sulle veline e sui comunicati diramati da chi gestisce il pallino delle notizie “ufficiali”, sono state il frutto di attività svolte secondo il codice deontologico di ogni buon giornalista, ovvero: verificando puntualmente il grado d’attinenza tra ciò che s’intende far sapere e ciò su cui invece si tace, scovando la notizia in “prima persona” e non affidandosi al sentito dire (o al detto di una sola parte). Pertanto è normale che non abbia mai adoperato una terminologia lusinghiera nei confronti di chi (l’Assessore allo Sport commissario “pro tempore” di una Società non ancora palesatasi), ancora ieri, era ufficialmente in panchina al posto di un allenatore che invece sedeva sugli spalti. È ovvio che non sia stato tenero nei confronti della considerazione da attribuire ad un progetto calcistico che – a campionato iniziato – è basato sulla buona volontà di ragazzi attaccati ai colori della maglia del proprio paese che giocano solo per l’Onore (con la “O” maiuscola) restituendolo ai tifosi a suon di vittorie (siamo già alla seconda in due gare disputate, ieri 1-0 al Filogaso). Così come è evidente (anche dalle foto a corredo di quest’articolo) l’impossibilità di parlare favorevolmente del terreno di gioco interno al  “Provenzano“, che ieri si presentava in condizioni tali da costringere al capitombolo persino l’arbitro.

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La tribuna resa agibile dall’ordinanza del Sindaco di San Lucido

Quindi, Settimio Alo’, per chi vuol far passare il messaggio che tutto sia sotto controllo, è un fastidio da tenere lontano. E per questo – ieri – è stato invitato ad accomodarsi altrove per svolgere il compito che esegue – rigorosamente in diretta – per Stadio Radio (non tanto per il Quotidiano del Sud in quanto, la domenica al campo manda il corrispondente Calomeni cui è demandata la mansione delle cronache sportive). Ovviamente, al momento del collegamento radiofonico il giornalista allontanato non ha “nascosto” questa situazione e ciò che qualcuno avrebbe voluto evitare s’è invece tramutato in una notizia che, a parte far schizzare l’indice di ascolti della radio, ha ammutolito l’intero Stadio sanlucidano perché ha messo in evidenza la nostrana attitudine al non aderire né sabotare tutto ciò che istituzionalmente viene proposto come “metodo di gestione”.

Un metodo, tipico di molti politici “de noantri“, che fondamentalmente consiste nel considerare proprietà “privata” dell’Amministrazione in carica ogni “cosa pubblica” su cui s’estende il raggio d’azione di una Giunta o della Maggioranza Consiliare. Un’attitudine indigesta e insopportabile che poi scarica, su coloro i quali raccontano una realtà diversa da quella che si vuole – a tutti i costi – far credere ai cittadini, tutta la frustrazione derivante dalla propria inconsistente attività.

È successo a Paola, dove dopo alcuni pubblici e istituzionali sbotti ad un giornalista è stata incendiata la macchina, ed ora è successo anche a San Lucido, dove il cronista coinvolto ha dovuto subire l’onta, anche in questo caso “istituzionale”, di essere allontanato dal suo posto di lavoro. Fino a che i giornalisti verranno lasciati soli a fronteggiare queste prepotenze, ben poco potrà essere fatto: occorre che i cittadini si riapproprino della democrazia e la smettano di consentire ai loro rappresentanti nelle istituzioni di potersi sentire i padroncini della cosa pubblica e di amministrarla come fosse “proprietà privata”. Per far questo si potrebbe iniziare, prima ancora che dalla cabina elettorale, mostrando una reazione – anche un semplice «buuuu» di sdegno – al momento opportuno ed alla persona (in questo caso al politico) che se lo merita.

About Francesco Frangella

Francesco Frangella
Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

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