Stante l’ultimo censimento, effettuato dall’ex Assessore Giovanni Abruzzo, sul territorio paolano sono presenti 27 aste fluviali. Un’enormità se si considerano i costi di manutenzione a cui sarebbe soggetto il Comune attualmente dissestato.

Una quantità notevole se si considerano i complessi abitativi sorti su ognuna delle 54 sponde disponibili all’edilizia (a volte scriteriata) di cui la Città ha abbisognato nei suoi tempi d’oro.

Oggi, che Paola sta man mano svuotandosi dei suoi abitanti – indotti all’emigrazione per una gamma di ragioni di cui è inutile parlare in questo risicato spazio – ci sono zone che proprio in virtù del calo d’interesse abitativo, sono state “dimenticate” da coloro che sono deputati al controllo del territorio. Nessun torrente paolano può essere preso sotto gamba.

Nonostante intersechi un’arteria del traffico e della demografia cittadina, esiste un’asta fluviale che non è stata sorvegliata così come sarebbe stato il caso di fare. Sarà forse perché l’asse lungo il quale scorre è leggermente “spopolato” o, più propriamente, nascosto al censimento visivo che ogni passante potrebbe “registrare”; sarà forse perché i danni che ha già fatto in passato sono ormai uno sbiadito ricordo con il quale nessuno intende relazionarsi ancora; oppure sarà perché una distrazione, in questi casi, può essere concessa. Tuttavia è necessario accendere un faro sulla situazione in cui versa il Torrente che scorre di fianco a Via Pandosia, che interseca sotterraneamente Via Sant’Agata e sfocia – intubato – sulla spiaggia oltre il Lungomare.

Un torrente lungo il quale qualcuno ha pensato bene, vista l’abbondanza di terreno da riporto smossa dall’ultima “piena”, di coltivare un orticello – magari con l’intenzione di rinforzarne gli argini grazie alle radici di melanzane e pomodori – oltre il quale si erge indisturbato un canneto di notevoli dimensioni, mentre tutt’intorno regna incontrastata una selva di vegetali in cui è irretito ogni sorta di “rifiuto”.

Le pompe per il drenaggio, predisposte dopo i danni causati dal Torrente nell’ultima esondazione, sono entrambe “bruciate”: non aspirano più nulla ed il fango trasportato dalle acque sta addensandosi al punto da manifestare al tatto la stessa consistenza del cemento (però molle).

Se la Stagione autunnale alla quale stiamo andando incontro dovesse assumere i tratti temporaleschi preconizzati dai metereologi, la situazione di questo Torrente rischia di diventare allarmante per tutti coloro che di fianco alle sue sponde vivono. Nell’alluvione del 2010 i danni causati furono ingenti: scantinati allagati, automobili da “bonificare” (alcune delle quali “da buttare”) e metri d’acqua e melma da spingere fuori dai garage. L’unica buona notizia di quest’anno potrebbe essere quella che – insieme al fango – qualcuno possa trovarsi dentro casa un raccolto di verdure con cui fare una bella insalata (o una minestra).

Segue il video che documenta quanto raccontato sinora. Buona Visione.

[SITUAZIONE FIUMARE] Un torrente paolano potrebbe vomitare anche verdura [VIDEO] ultima modifica: 2014-09-20T11:09:18+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

About 

Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.