sabato , 29 Febbraio 2020
padre fedele

“Striscia” riabiliterà Padre Fedele? E i tapiri di casa nostra?

In un periodo di garbugli giudiziari,bilanci rimandati e processi da rifare, è fresca la notizia relativa all’annullamento della condanna per Padre Fedele Bisceglia, il religioso che a Cosenza aveva messo in piedi un’Oasi nella quale gli umili e gli straccioni venivano messi in condizione di vivere la “normalità”.

Un pasto caldo, un comodo giaciglio e l’affetto di una famiglia, tutto questo Padre Fedele era riuscito a metterlo in piedi, su una delle due sponde del Crati, dopo anni di sacrifici. Laddove l’inerzia istituzionale dello Stato e la cupidigia di alcuni settori della Chiesa (basti pensare a gente come Don Luberto, condannato definitivamente a 5 anni per i fatti dell’Istituto Papa Giovanni XXIII) avevano fallito, Padre Fedele era riuscito ad ottenere il risultato cristiano per antonomasia: l’uguaglianza fra gli uomini.

Un risultato che gli è stato strappato dalle mani con un’accusa (ad oggi tutta da provare) che è stata cavalcata da tutti i suoi detrattori, gente smaniosa di vederlo annichilito ed umiliato, ridotto al silenzio e condannato, persone bigotte che vivono del “si dice” e che allibiscono per un’elemosina. Gentaglia che, coi favori delle tenebre, è capace di compiere ogni sorta di scempio possibile contro la purezza della coscienza umana, sfogliando di botto tutta la gamma di crimini conosciuti contro la verità.

Inautentici, come i servizietti di certo giornalismo che, rimbalzato agli onori della cronaca per via di una disponibilità mediatica immediata, creano e distruggono di botto dei mostri da dare in pasto a tutti coloro che sul pettegolezzo organizzano le proprie giornate.

Striscia la Notizia, trasmissione condotta (anche) da quel sanatore fiscale da 20 milioni di euro che è Ezio Greggio, ha trattato Padre Fedele alla stessa stregua di un reietto. Ne ha spiato le azioni quotidiane, ne ha messo alla berlina i comportamenti e – soprattutto – ne ha anticipato la condanna. Perché la gogna pubblica è la prima pena che viene inflitta ad un uomo sotto processo che si vuol vedere a tutti i costi condannato.

In uno Stato garantista al punto che un Senatore della Repubblica si è permesso il lusso di continuare ad esercitare il suo mandato nonostante fosse prossimo ad una condanna definitiva, Padre Fedele è stato additato – quasi ogni sera – come il “marcio” di una società ormai allo sbando. Il bubbone da estirpare, l’esempio negativo da cui partire per dare a tutti un monito direttivo che, come un punto cardinale, potesse dirigere l’educazione laddove vuole chi governa (e intende restare a governare). Il falso pudore, l’ipocrisia, la “meraviglia a gratis”.

Che farà ora Striscia la Notizia, chiederà scusa o (almeno) riabiliterà Padre Fedele? O rimarrà in sordina sulla propria posizione confidando nella caducità del sentimento del pubblico ludibrio?

Sarebbe bello, per una volta, mettere su Canale 5 e sentir uscire dalle casse del televisore la parola: «scusa». Sarebbe bello perché dall’altra parte ci sarebbe almeno una persona pronta a dire: «vi perdono». Quella persona che risponde al nome del cristianissimo, ma sospeso a divinis dal 2008, Padre Fedele.

Bisogna avere le palle o le ovaie per perdonare oppure chiedere scusa. Per questo certe Bufale sono perdonabili mentre i Buoi, pingui bovini castrati, sono soltanto riutilizzabili come bestie da aratro o animali da macello. A tutti gli strisciatori nostrani, gente che dispensa spesso Tapiri in forma d’articoli, la vicenda di Padre Fedele possa suonare da monito. Non è bene basare la propria opera sul pubblico ludibrio, sul sentito dire, sul pettegolezzo e  – soprattutto – sulla logica dei due forni. È inutile fare come i ladri di Pisa, che il giorno litigano e la notte rubano insieme: prima o poi la menzogna viene a galla.

About Francesco Frangella

Francesco Frangella
Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

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