L’abitazione di una donna è stata svaligiata in pieno giorno a Paola. L’ennesimo atto delinquenziale è stato perpetrato ai danni di una cittadina che vive in quella che, statistiche alla mano, viene definita normalità. Ma a Paola ormai, neanche questa condizione salva dalle azioni perpetrate da coloro che agiscono secondo schemi alieni alla legalità; perché anche l’ordinario è diventato compatibile agli appetiti dei delinquenti.
Nei mesi scorsi è stato dato conto di vari furti commessi contro attività commerciali non generalmente oggetto di attenzione dei criminali: motoseghe, computer e orologi a Piazza Pizzini, una pescheria, un forno, un tassista alla Marina, due condomini (con relative statue di San Francesco) alle Colonne, un’edicola su Corso Roma e un Bar a Rione Giacontesi; tutti accomunati dalla “normalità” ordinaria dei propri esercizi.
Ciò denota una strategia criminale di tipo indiscriminato, quasi caoticamente determinata ad agire laddove il sospetto è meno annidato e la guardia non è abitualmente alta.
Perché laddove si vive di stipendio o di guadagni non eccessivamente elevati, i dispositivi di difesa sono quelli convenzionali.
Eppure questa Paola, oggi, chiede un ulteriore sforzo ai suoi cittadini. Uno slancio difensivo che – comunque – comporta dei costi: perché la difesa passiva di abitazioni e attività è un’operazione per la quale si deve spendere molto. Grate, telecamere e allarmi non si comprano con gli spiccioli, anche se poi dovrebbero essere installati per difendere gli spiccioli (perché questi nuovi ladri paolani rubano anche – e soprattutto – quelli).
La cittadinanza, comunque, continua a confidare nel lavoro delle Forze dell’Ordine che – a questo punto – sono l’ultimo e unico baluardo di legalità rimasto.
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